Autore: B.A

Coronavirus

La Svizzera riapre i ristoranti, regole diverse rispetto alle ipotesi italiane

La vicina Svizzera pronta a riaprire i ristoranti dal giorno 11 maggio, vediamo con che misure e come riapriranno.

Le restrizioni alle attività lavorative non sono una cosa esclusivamente italiana. Infatti il coronavirus in Europa (ma anche nel Mondo), non ha risparmiato quasi nessuno. I ristoranti sono una delle attività (con bar, parrucchieri, centri estetici, discoteche e così via) che apriranno più tardi un po’ ovunque.

Per esempio, da noi, ad oggi sembra che queste attività potranno riaprire dal 1° giugno. Il rischio in questo genere di attività è piuttosto alto, per via della vicinanza dei clienti tra loro e con il personale, per via delle attività in cucina, spesso in spazi ristretti e così via. Per questo associazioni di categoria, governo, comitato tecnico scientifico e addetti ai lavori, stanno approntando il protocollo adatto per riaprire in sicurezza. Quando si parla di protocollo, ci si riferisce a tutte le misure che dovrebbero essere messe in atto dai gestori, alla riapertura.

Una anteprima in questo senso proviene dalla vicina Svizzera. Infatti, ad esclusione dei Paesi dove il lockdown di fatto non è stato mai avviato, come per esempio la Svezia,i ristoranti non sono ancora riaperti e la Svizzera sarà il primo Paese ad aprire. La riapertura in Svizzera è prevista per il giorno 11 maggio. Vediamo con che misure in Svizzera si è deciso di riaprire e in che maniera, magari con alcune idee che potrebbero essere rubate loro da noi italiani.

In Svizzera i ristoranti riaprono domani

Come accennato in premessa, in Svizzera i ristoranti potranno regolarmente riaprire già a partire dall’11 maggio e sarà in tutta Europa, la prima prova concreta di riapertura nel settore ristorazione. Naturalmente saranno aperture in sicurezza, con una serie di misure indirizzate proprio alla problematica del coronavirus e a detonare eventuali nuovi focolai di contagi.

La prima misura a cui si è pensato in terra elvetica è la registrazione obbligatoria dei clienti. In pratica, il cliente che andrà al ristorante, dovrà dare le generalità al ristoratore, che conserverà la scheda per 15 giorni. Nella scheda, oltre alle generalità del cliente, anche il numero di telefono, la data e l’ora in cui ha cenato o pranzato e il nome del personale che lo ha servito.

Anche in Italia si è parlato di una cosa simile, perché si tratta di una misura indirizzata a tenere sotto controllo eventuali contagi. Grazie alla scheda infatti, i clienti potrebbero essere contattati nel caso in cui venga fuori qualche positivo tra le persone che erano presenti in un determinato momento nel ristorante.

Sulla registrazione obbligatoria però ci sono sempre i soliti problemi di privacy, tanto è vero che durante l’iter di approvazione di questa misura, il governo svizzero ha deciso di eliminare la dicitura obbligatoria. La registrazione così diventa facoltativa. La raccolta dei dati da parte degli esercenti continuerà a essere raccomandata, ma non obbligatoria con il cliente che potrà rifiutare. Questa specie di registro delle presenze andrà compilato anche nei bar.

Piano di protezione provvisorio

Le riaperture in Svizzera saranno basate su un piano che il governo ha messo a punto con le associazioni di categoria e con gli uffici federali d sicurezza alimentare, sanità e Segreteria di Stato dell’Economia . Sarà un piano di protezione provvisorio che verrà approvato oggi, per entrare in vigore da lunedì prossimo.

Lunedì ristoranti e bar potranno riaprire solo per il servizio al tavolo, niente bancone. E ad ogni tavolino, massimo 4 persone sedute. Solo nel caso di famiglie più numerose con genitori e figli piccoli, le sedute potranno essere di più. La distanza di sicurezza tra i tavoli è di 2 metri, mentre non è previsto l’obbligo di indossare la mascherina, né per i clienti e neppure per i dipendenti, anche se resta consigliata nel caso in cui ci sia l’impossibilità di lavorare alla giusta distanza di sicurezza. Molto importanti le prescrizioni sulla distanza di sicurezza.

Infatti nelle cucine, se due persone sono costrette a lavorare vicine, devono osservare una distanza di 2 metri l’una dall’altra, oppure voltarsi di spalla a vicenda o lavorare in posizione asimmetrica. Queste le alternative ad indossare le mascherine igieniche oppure le visiere di protezione. Per i dipendenti costretti a lavorare con la mascherina o la visiera, deve essere garantita la possibilità di fare una pausa ogni due ore di servizio.

Nel piano non ci sono divisori in plexiglass o altri separè obbligatori, ma chi vuole può metterli nei locali. I gel igienizzanti per le mani però sono obbligatori e devono essere inseriti in aree strategiche del ristorante, sempre a disposizione di clienti e dipendenti. Infine, vietati giornali e riviste da sfogliare (nei bar è una cosa comune), oppure, vietato lasciare sul tavolo del ristorante, oliera o porta spezie presenti sul tavolo del cliente precedente.