Isee: cambiano le regole, nuova durata e calcolo per il corrente

Isee: cambiano le regole, nuova durata e calcolo per il corrente

Dsu, calcolo, validità, cambia tutto per l’Isee corrente

Il Ministero del Lavoro con un decreto del 5 luglio scorso, finito sulla Gazzetta Ufficiale il 25 agosto, ha introdotto nuove normative sull’Isee e nello specifico sull’Isee corrente.

Le novità sull’Isee corrente, dal 2022 in vigore

Come si legge sul sito «Pmi.it», ciò che viene modificato è il campo di applicazione dell’Isee corrente. E sono modifiche che estendono questo campo di applicazione.

L’Isee corrente è quell’Isee che tiene conto di un periodo più recente alla richiesta di certificazione, sia come reddito che come patrimonio. Infatti è l’Isee utilizzato quando in un nucleo familiare si verificano cambiamenti reddituali di composizione del nucleo familiare.

In buona sostanza, l’Isee da usare per avvicinare quanto più possibile la situazione di una famiglia all’attualità. Un Isee che colma una autentica lacuna, che è quella della distanza della certificazione dal reale stato di bisogno di una famiglia. Infatti l’Isee ordinario va ai due anni precedenti. In pratica, l’Isee 2021 fa riferimento a redditi e patrimoni del 2019.

Cosa cambia con le novità introdotte

Le novità introdotte sono che da ogni primo di aprile l’Isee corrente si può ottenere anche quando l’indicatore della situazione patrimoniale dell’anno precedente a quello di presentazione della DSU differisce in misura maggiore del 20% rispetto all’indicatore calcolato in via ordinaria, cioè dei due anni precedenti.

In altri termini si può richiedere un Isee che faccia riferimento all’anno precedente e non ai due anni prima. E cambierà la validità di questo Isee corrente, perché dai 6 mesi di validità si passerà alla scadenza del 31 dicembre dell’anno in cui viene presentato.

A cosa può essere utile l’Isee corrente

Questa versione di Isee non va assolutamente sottovalutata. Infatti si tratta di uno strumento che può essere molto utile per quelle famiglie che hanno visto un netto calo reddituale a partire dalla pandemia.

Appare del tutto evidente che la situazione dell’Italia a tutti i livelli, nel 2019 era migliore di quella attuale. Quante persone hanno perduto il posto di lavoro dopo l’avvio della pandemia ad inizio 2020? Quante persone hanno perso lavoro, casa e così via?

L’anomalia dell’Isee, che è lo strumento che da accesso alle innumerevoli misure assistenziali presenti nel nostro ordinamento, è proprio questa. Essere poco in linea con i bisogni eventuali e attuali delle famiglie. Per questo si è studiato l’Isee corrente, che però evidentemente ha avuto bisogno di una aggiustatina.

Anche perché la durata limitata dell’Isee corrente e i vincoli su ciò che doveva cambiare per essere richiedibile da parte di una famiglia, lo hanno reso poco fruibile. Per questo adesso si è deciso di affiancare la scadenza dell’Isee corrente a quella dell’Isee ordinario.

Tutte le certificazioni scadranno il 31 dicembre dell’anno in cui sono stare presentate le DSU, sempre che in corso di anno non accadano ulteriori variazioni che determinano la necessità di ritoccare ancora il proprio Isee.