Isee: cambiano le durate di validità, ecco le novità

Con la pubblicazione del nuovo messaggio Inps, vengono confermate le novità introdotte per il modello Isee.

Novità importanti in materia di modello Isee. L’Indicatore della situazione economica equivalente che molte famiglie utilizzano per l’accesso alle più svariate prestazioni assistenziali e per i tanti bonus previsti, viene corretto per renderlo quanto più possibile in linea con la reale situazione di bisogno delle famiglie.

Cambiano infatti le possibilità di chiedere l’Isee corrente al posto dell’Isee ordinario. Lo ha confermato l’Inps con il messaggio n° 3155 del 2021.

La Dichiarazione Sostitutiva Unica, tutto parte da lì

Le scadenze dell’Isee corrente sono state oggetto come detto di alcune variazioni. Va ricordato che la scadenza della certificazione è strettamente correlata alla Dichiarazione Sostitutiva Unica se si parla di Isee corrente.

Infatti l’Isee ordinario scade sempre alla fine dell’anno solare in cui è stata presentata la Dichiarazione Sostitutiva Unica, mentre l’Isee corrente non sempre. La DSU è il documento autocertificato con cui l’interessato dichiara redditi e patrimoni suoi e della sua famiglia, utili ad ottenere la certificazione Isee.

Cosa cambia per la componente reddituale

In base alle novità introdotte, sarà possibile chiedere l’Isee corrente anche se ciò che varia è solo la componente patrimoniale o reddituale. In pratica, non necessariamente entrambe le componenti su cui viene estrapolato l’Isee.

Infatti dal 1° gennaio al 31 marzo di ogni anno, si potrà aggiornare la sola componente reddituale dell’Isee. Una soluzione utile a rendere il modello più vicino alla situazione attuale di una famiglia.

Va ricordato che l’Isee ordinario in genere è parametrato ai due anni precedenti. Per tutti, un’anomalia evidente, perché l’Isee dovrebbe essere quanto più vicino possibile alle esigenze del presente di una famiglia.

L’Isee corrente ottenuto a seguito di variazione della sola componente reddituale ha validità 6 mesi a partire da quella di presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU).

La componente patrimoniale

La variazione della componente reddituale dà diritto alla richiesta di Isee corrente, e la validità è di 180 giorni. Se invece a variare c’è anche la componente patrimoniale (o solo essa), la scadenza dell’Isee corrente si allinea con l’Isee ordinario. Infatti si passa al 31 dicembre dell’anno in cui viene presentata la Dichiarazione Sostitutiva Unica.

L’Isee corrente è la soluzione che comunemente viene adottata da quelle famiglie che richiedono le più svariate prestazioni assistenziali. Non ci stancheremo mai di ripetere che per come è stato impostato, l’Isee, presenta un’anomalia evidente.

Basti pensare a quante famiglie sono di fatto escluse dal reddito di cittadinanza o percepiscono meno di quanto effettivamente spettante perché due anni prima la loro situazione reddituale o patrimoniale era migliore.

Infatti se prendiamo ad esempio l’Isee ordinario del 2021, quello che molte famiglie hanno già a disposizione, fa riferimento a redditi e patrimoni al 31 dicembre 2019.

Addirittura prima della pandemia. Non è azzardato credere che siano state molte le famiglie che hanno perso il lavoro in questo anno e mezzo di grave crisi economica e sanitaria.

E molte altre hanno eroso i risparmi in banca per tirare avanti (la componente del patrimonio mobiliare in materia Isee), oppure hanno venduto proprietà (la componente del patrimonio immobiliare sempre ai fini Isee).