Autore: Giacomo Mazzarella

Lavoro

Iscro: cos’è la nuova Cig fino ad 800 euro al mese per 300mila lavoratori autonomi

Si va delineando la nuova misura destinata a lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata

Nella manovra finanziaria di quest’anno dovrebbe essere inserita una misura destinata ai lavoratori autonomi. Una specie di cassa integrazione guadagni destinata ai lavoratori autonomi. Si prosegue con le iniziative volte a dare sostegno ad una vasta parte del tessuto produttivo italiano, tra le più colpite dalla grave crisi economica per il Covid.

Come sottolinea un aggiornamento del quotidiano “Il Sole 24 Ore”, la misura sembra ormai sia uno dei punti cardine della manovra finanziaria. La misura ha già un nome e dovrebbe chiamarsi Iscro, acronimo di Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa.

In altri termini, un ammortizzatore sociale per lavoratori autonomi, con la misura che inizialmente ha una platea di circa 300.000 lavoratori autonomi, quelli della Gestione separata Inps. E già si parla di cifre, con un beneficio economico variabile tra i 250 e gli 800 euro al mese.

Iscro ed esonero contributivo

Ricapitolando, sono circa 300.000 i lavoratori che presto potrebbero rientrare nel nuovo ammortizzatore sociale. Uno strumento che adesso dovrebbe partire in via sperimentale per tre anni, cioè dal 2021 al 2023.

Oltre a quello che a tutti gli effetti potrebbe essere un sussidio mensile per alcune Partite Iva, la necessità di dare sostegno a questi lavoratori dovrebbe produrre pure l’esenzione dal versamento dei contributi per tutto l’anno 2021.

Per l’esonero dal versamento dei contributi, la misura riguarderebbe solo i liberi professionisti e gli autonomi con compensi e ricavi fino a 50mila euro lordi. E poi ci vorrà una perdita di fatturato o di corrispettivi per il 2020 sul 2019, di almeno il 33%.

Sia l’Iscro che l’esonero contributivo sono misure che la maggioranza del governo sembra intenzionata ad inserire nella legge di Bilancio, ma sembra abbiano avuto già l’ok anche dei partiti di opposizione, con aiuti che quindi sarebbero ben visti in maniera trasversale.

Iscro per 6 mesi, le cifre che si ipotizzano

L’ultima versione dell’Iscro, dopo le ipotesi di inizio settimana, è quella uscita dal Mef giovedì 17 dicembre, come riporta il quotidiano Il Sole 24 Ore. L’importo di cui si parlava, compreso tra 250 e 600 euro, adesso sembra sia stato rivisitato e previsto nella forbice tra 250 ed 800. Resta invariata l’idea originaria sulla durata di 6 mesi e della erogazione mensile dell’ammortizzatore.

Ad oggi sembra che dal punto di vista strutturale e dei requisiti, la misura dovrebbe prevedere un limite reddituale per poterla percepire ed una sensibile perdita rispetto al triennio precedente l’anno 2020.

Il reddito da non superare dovrebbe essere fino a 8.145 euro mentre la perdita di reddito da lavoro autonomo rispetto al triennio precedente non dovrebbe essere inferiore al 50%. Inoltre occorrerebbe essere in regola con i versamenti contributivi ed avere la Partita Iva aperta da almeno 4 anni.

La misura oltre al sostegno economico ha un suo lato di politica attiva perché oltre alla erogazione di un autentico ammortizzatore sociale, dovrebbe prevedere la partecipazione del beneficiario a dei corsi di aggiornamento e di formazione professionale.