Invalidità, assegno sociale, accompagnamento, ecco gli importi 2021

Invalidità, assegno sociale, accompagnamento, ecco gli importi 2021

Aumenti dei trattamenti assistenziali nel 2021, ma si tratta di pochi euro

Il tasso previsionale di inflazione per il 2021 è passivo. Il Prezzo dei beni di consumo non aumenta rispetto all’anno precedente, questo il tasso di inflazione che l’ISTAT ha previsto pe il 2021.

Tutti i trattamenti previdenziali e assistenziali che eroga l’INPS, si adeguano ogni anno al tasso di inflazione. Più aumenta il costo della vita più aumentano, in percentuale i trattamenti. La legge previdenziale non consente adeguamenti al tasso di inflazione negativi e quindi in presenza di una crescita dell’inflazione in rosso, nella peggiore delle ipotesi i trattamenti resterebbero invariati. Nel 2021 però le prestazioni saliranno lo stesso per via del tasso definitivo di inflazione del 2020.

Perequazione e inflazione, un rapporto strano

Anche i trattamenti assistenziali come quelli previdenziali sono assoggettati alla perequazione annuale. Questo accade ogni gennaio. La regola con cui questi trattamenti assistenziali per invalidi o per chi non ha diritto ad una pensione, si basa sulla risultanza del tasso effettivo dell’anno precedente e sul tasso previsionale dell’anno in cui l’adeguamento si applica. Entrambi dati certificati dall’ISTAT.

Per esempio, nel 2021 a gennaio, pensioni di invalidità, assegni sociali e simili, verranno adeguati, in primo luogo, in base alla differenza tra il tasso di inflazione previsionale applicato a gennaio 2020 e quello definitivo registrato nel corso dell’anno 2020. Si tratta dell’aumento del costo della vita nel 2020 rispetto al 2019, che ad inizio anno viene applicato in via previsionale.

A questo, si aggiunge il tasso previsionale 2021, applicato alla stregua dell’anno precedente, in via provvisoria, in una specie di circolo vizioso.

Cosa accadrà adesso ai trattamenti INPS

Come dicevamo anche le prestazioni di assistenza, come le pensioni d’invalidità civile, l’assegno di accompagnamento, l’assegno sociale e così via, si adeguano al tasso di inflazione calcolato come spiegato in precedenza.

Quello che succederà adesso riguarda il biennio 2020 - 2021e i tassi applicabili li ha prodotti il decreto Ministeriale del MEF (in solido col Ministero del Lavoro), emanato il 16 novembre 2020.

A gennaio 2020 l’adeguamento fu dello 0,4% mentre il tasso definitivo è stato dello 0,5%. Dal momento che il tasso previsionale 2021 è zero, il prossimo mese le prestazioni assistenziali saliranno dello 0,1% proprio in virtù della differenza si inflazione tra tasso previsionale 2020 e tasso effettivo dello stesso anno sul 2019.

Alla luce di quanto detto, nel 2021 cambiano sia gli importi delle prestazioni che i limiti di reddito che alcune prestazioni assistenziali prevedono per essere assegnate.

Ecco le nuove cifre

La pensione d’invalidità civile erogata a soggetti con disabilità certificata tra il 74% ed il 99%, nel 2021 sarà pari a 287,09 euro. Il limite di reddito da non oltrepassare per beneficiare della prestazione sarà pari a 4.931,29.

La pensione d’inabilità civile per disabili al 100% sale pure a 287,09 euro con il nuovo limite di reddito pari a 16.982,49. Sulla pensione di inabilità c’è pure il nuovo incremento al milione deciso a seguito della recente sentenza della Corte Costituzionale che per alcuni ha portato il trattamento a 651,51 euro. Per questo benefit nel 2021 occorrerà non superare 8.469,63 euro come redditi propri che non devono superare 14.447,42 euro cumulato col coniuge.

Anche l’assegno sociale, cioè quella prestazione assistenziale erogata a chi ha poco reddito e pochi contributi versati, a gennaio dovrebbe salire dagli attuali 459,83 euro ai 460,27. Il limite reddituale per beneficiare di questa prestazione dovrebbe adeguarsi alla stessa maniera, salendo in misura proporzionale dello 0,01%. Sarà la consueta circolare Inps a chiarire tutto.