Autore: Giacomo Mazzarella

Pensione

Inps: «Pensione anticipata a gravosi e usuranti, per gli altri, Fornero»

Il piano dell’Inps per il dopo quota 100 è chiaro e lo ha spiegato Tridico. Per il dopo quota 100 solo gravosi e usuranti tutelati.

Notizie non certo positive sono quelle che vengono dalle ultime dichiarazioni del Presidente dell’Inps, Pasquale Tridico. Il numero uno dell’Istituto nazionale di Previdenza Sociale Italiano, durante una comparsata televisiva a SkyTg24 ha esposto lo scenario futuro delle pensioni nel 2022, quello del post quota 100.

Il suggerimento che Tridico da ai legislatori chiamati a riformare il sistema dopo la quota 100 è la tutela solo di determinate categorie di soggetti. In sostanza, ritorno della Fornero per chi non rientra in queste categoria. In barba alle ipotesi di nuova flessibilità, uscite anticipate e misure meno rigide di pensionamento, come si parla da tempo durante i summit tra governo e parti sociali.

Un disegno piuttosto negativo per il futuro della stragrande maggioranza dei lavoratori, che non riusciranno a rientrare nei profili di tutela di cui ha parlato Tridico. E il quotidiano “Il Giornale” diretto da Alessandro Sallusti parla di nuova botta per i pensionati in vista del dopo quota 100.

Cosa ha detto Pasquale Tridico

Il piano che dovrebbe perseguire il governo per l’inevitabile ritocco al sistema previdenziale del 2022, deve prevedere profili di tutela particolari, lo ha confermato Pasquale Tridico. In primo luogo la pensione di garanzia per le giovani generazioni.

«Garantire uscita anticipata solo per gravosi e usuranti» questo ciò che ha detto Tridico a Skytg24 che poi ha chiesto attenzione per i lavori gravosi e usuranti.

«L’idea è quella di proporre un’uscita anticipata solo per le categorie relative a lavori gravosi e usuranti», questo ciò che Tridico suggerisce di fare per il 2022. I lavori troppo pesanti e faticosi, quelli per i quali è sconsigliabile proseguire a lavorare in età troppo avanzata devono essere tutelati da canali di uscita agevolati, ben oltre le attuali misure, alcune delle quali già prevedono vantaggi.

«Il sentiero da percorrere insieme a quello che dovrebbe portare alla creazione di una pensione di garanzia per i giovani che, in un sistema contributivo puro, rischiano di avere pensioni sotto la soglia di povertà», questo il pensiero di Tridico, che riporta in auge un annoso problema che si manifesterà in pieno per le pensioni dei prossimi anni, soprattutto per i contributivi puri (lavoratori con il primo contributo versato dopo il 1995).

Copiare il modello tedesco per le pensioni dei giovani

I giovani e le loro futuri sono inevitabilmente un problema che presto si manifesterà in pieno. Precariato e disoccupazione, lavori discontinui e intermittenti, uniti al fatto che le pensioni future saranno calcolate con il metodo contributivo, sono fattori negativi per i lavoratori di oggi e pensionati di domani.

Pochi contributi accumulati significa, oltre alla difficoltà a raggiungere le soglie dei contributi per le varie misure, anche pensioni basse per i giovani. Pensioni al di sotto della soglia della povertà che necessitano di un ritocco, di una misura che garantisca ai futuri pensionati il minimo vitale.

Per fare ciò, occorre che vengano coperti i buchi contributi che per i giovani sono una costante. Secondo Tridico occorre intervenire subito, anche durante la vita lavorativa dei giovani di oggi, proprio allo scopo di coprire i vuoti contributivi.