Autore: Giacomo Mazzarella

5
Lug

Infermieri e oss: il tempo utilizzato per cambiarsi va stipendiato, lo stabilisce il Tribunale del Lavoro

Una sentenza che sicuramente farà giurisprudenza creando un precedente, ma il giudice ha sentenziato che il tempo utilizzato per mettersi la divisa va retribuito.

A Macerata il Giudice del Tribunale del lavoro ha emanato una sentenza che sicuramente crea un precedente che potrà essere richiamato da altri lavoratori del comparto Sanità della Pubblica Amministrazione. Infatti la sentenza riguarda nello specifico gli infermieri. In pratica il giudice ha stabilito che il tempo di indossare la divisa è considerato lavorativo e pertanto, va retribuito.

Indossare e togliere la divisa

Sia il tempo che un infermiere utilizza per indossare che per togliere la divisa va riconosciuto come tempo di lavoro, questo ciò che sancito il giudice che ha accolto una richiesta presentata da ben 300 infermieri. Si tratta di un ricorso che è stato presentato nel 2014 da 300 tra infermieri ed operatori socio sanitari operanti nelle Marche. Patrocinati dal sindacato di settore della Cisl e seguiti dall’avvocato Diomede Pantaleoni hanno chiesto al locale Tribunale del Lavoro di considerare come tempo lavorativo i 20 minuti di ogni giornata di lavoro che loro stessi utilizzavano per le operazioni di vestizione all’inizio ed alla fine del normale orario di lavoro. In parole povere questi 300 lavoratori chiedevano al giudice di obbligare l’Asur (Azienda Sanitaria Unica Regionale) per la quale lavoravano nella Area Vasta 3, in territorio delle Marche, tra Macerata, Camerino e Civitanova.

Il magistrato da ragione ai ricorrenti

il 3 luglio 2019 il ricorso ha avuto la sentenza tanto attesa dai lavoratori che avevano presentato tramite il legale Pantaleoni il ricorso. Il giudice ha dato ragione ai ricorrenti e pertanto, l’Asur è obbligata a pagare come normale orario di lavoro anche quei 20 minuti che infermieri e operatori socio sanitari usano per indossare e per togliere la loro divisa di lavoro. La sentenza ha effetto retroattivo, poichè già nel 2014 il legale nel presentare ricorso ha chiesto la condanna per l’Azienda Sanitaria, a risarcire le differenze retributive degli anni precedenti. Asur dal canto suo costituendosi in giudizio asseriva che indossare la divisa fa parte di uno dei tanti obblighi a cui è soggetto un infermiere o un operatore socio sanitario e che pertanto, essendo un obbligo contrattuale, rientra nel salario normale già erogato mese per mese ai dipendenti.

Il Giudice del tribunale del Lavoro di Macerata invece ha optato per considerare il tempo di vestizione e quello per cambiarsi a fine turno come orario da ritenersi lavorativo a tutti gli effetti. Ed essendo orario lavorativo va considerato come orario da retribuire come normalmente si fa con le ore di servizio effettivo.
Nella sentenza il giudice ha condannato Asur a pagare le spese legali e a riscarcire i lavoratori pagando loro gli arretrati per i 5 anni precedenti, cioè dal giorno del ricorso presentato nel 2014. Il magistrato ha anche stabilito che il tempo per cambiarsi debba essere nell’ordine di 10 minuti per l’inizio della giornata di lavoro e 10 minuti per la fine.