Autore: B.A

Assunzioni

Infermiere di famiglia in tutta Italia, 9600 assunzioni, legge approvata

Il decreto Rilancio convertiti in legge istituisce l’infermiere di famiglia.

Una nuova figura professionale su tutto il territorio nazionale è stata istituita dal decreto Rilancio, appena convertito in legge. Si tratta dell’infermiere di famiglia, figura professionale già presente in Piemonte, Toscana e Friuli Venezia Giulia e che adesso potrà essere allargata a tutto il territorio della nostra penisola. Una figura che nasce con lo scopo di potenziare l’assistenza sanitaria territoriale da Nord a Sud, con una accelerata dovuta alla terribile esperienza coronavirus.

Servirà una platea di 9.600 infermieri

Il decreto Rilancio quindi, crea questa nuova figura professionale, che in sostanza significa 9.600 nuove assunzioni di infermieri che andranno a potenziare l’assistenza sanitaria italiana. Un numero ingente di assunzioni che sono una ottima possibilità di lavoro in un settore, quello sanitario, che è evidente abbia bisogno di forza lavoro dopo quello ch si è verificato nell’emergenza epidemiologica del Covid.

Con questa novità, si prevede infatti che le aziende sanitarie locali e gli altri enti del Servizio sanitario nazionale dovranno assumere 9.600 infermieri di famiglia. Conti alla mano, significa che serviranno circa 4 infermieri ogni 25.000 abitanti.

Infermiere familiare, la palla passa alle Regioni

Il governo ha fatto il suo, con il varo di questa nuova figura professionale. Adesso toccherà alle Regioni, che come è noto in fatto di sanità hanno discreta autonomia, dover rendere operativa l’introduzione dell’infermiere di famiglia sul territorio di loro competenza.

Innanzitutto occorrerà definire i compiti e le attività che l’infermiere di famiglia dovrà andare ad espletare nello svolgimento delle sue funzioni. Il Lombardia, dove maggiormente si è avvertita l’emergenza epidemiologica, sono state già avviati i primi atti di giunta per l’istituzione della figura.

Adesso tutta l’Italia dovrà iniziare a ragionare in questa ottica, come per esempio sta facendo la Toscana, dove l’infermiere di famiglia dovrebbe andare a fare squadra con i medici di famiglia, senza esserne alle dipendenze, ma come sottolinea la Federazione degli Ordini delle professioni infermieristiche, rappresentando una figura di professionista che collabori coi medici, per le mansioni assistenziali di competenza.

Soddisfatte le associazioni di categoria

L’approvazione della figura dell’Infermiere di famiglia ha ricevuto il plauso di tutte le associazioni di categoria, molte delle quali da tempo spingevano per questa rivoluzione. Lo dimostra la Fials di Potenza, che con assoluta soddisfazione ha commentato l’approvazione della novità. È stato il segretario provinciale della Fials di Potenza, Costanzo, a commentare la novità.

“Non è un caso che proprio in questa fase si è conclusa vittoriosamente una lunga battaglia delle Segreteria Nazionale. Da tempo, infatti, ci si ​ è ​ battuti per un modello di assistenza non centrata solo sull’ospedale. Per realizzare l’alternativa di un’assistenza più equilibrata sul territorio la figura professionale dell’infermiere di famiglia ha un ruolo strategico”, così Costanzo ha messo in luce la sua soddisfazione per una cosa che era diventata battaglia personale della Fials.