Autore: B.A

Indennità lavoro domestico, ecco cosa c’è nella bozza del decreto

Il governo sta appuntando il decreto di aprile e per i lavoratori domestici c’è l’articolo 23, con una misura loro destinata

Lavoratori domestici inseriti nel decreto di aprile con una misura esclusivamente a loro destinata. Questo ciò che si legge nella bozza del decreto che da ieri circola sul web. Quando si parla di bozza di un decreto, significa che è la prima stesura dell’atto, che andrà ultimato, eventualmente corretto e preparato per il varo definitivo. Oggi è in programma la riunione del Premier Conte con tutti i capidelegazione e l’argomento sarà proprio il decreto di aprile.

Stando alle indiscrezioni, per la metà della settimana prossima, probabilmente per mercoledì, il decreto di aprile sarà ultimato e finirà sul tavolo del Consiglio dei Ministri. Solo allora le misure diventeranno ufficiali, ma dalla bozza si può già vedere cosa il governo ha intenzione di varare. E come detto in precedenza, per badanti, colf e lavoratori domestici tutti, c’è una misura ed un articolo dedicato a loro. Nell’articolo viene spiegato l’indennizzo che dovrebbero richiedere tutti questi lavoratori, come aiuto alla grave crisi economica dovuta all’emergenza sanitaria del coronavirus.

Bonus lavoro domestico decreto aprile

L’articolo della bozza del decreto, destinato ai lavoratori domestici è il numero 23. Al punto uno di questo articolo, si legge che: “Ai lavoratori domestici che abbiano in essere, alla data del 23 febbraio 2020, uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva non superiore a 20 ore settimanali, è riconosciuta, per i mesi di aprile e maggio 2020, un’indennità mensile pari a 400 euro, per ciascun mese. Ai lavoratori domestici che abbiano in essere, alla medesima data, uno o più contratti di lavoro di durata complessiva superiore a 20 ore settimanali, è riconosciuta, per i mesi di aprile e maggio 2020, un’indennità mensile pari a 600 euro, per ciascun mese. Le indennità di cui al presente articolo non concorrono alla formazione del reddito “

In parole povere, come anticipato anche da noi in queste settimane, il bonus colf e badanti dovrebbe essere organizzato sulla base di 400 euro per chi ha contratti di lavoro che tutti insieme, prevedono orari di lavoro settimanali pari o inferiori a 20 ore. Invece sarà di 600 euro per chi ha contratti di lavoro settimanali più lunghi, superiori alle 20 ore. La data a cui fare riferimento è il 23 febbraio 2020. In pratica, per rientrare nel bonus il lavoratore deve aver avuto un contratto di lavoro a quella data. Sono esclusi coloro che erano stati licenziati o hanno perso il lavoro, in una data antecedente. Un lavoratore che è stato licenziato il 22 febbraio, non potrà ricevere questo aiuto.

Indennità colf e badanti, come funziona?

AL punto 2 dell’articolo invece si parla di convivenza o meno del lavoratore con il datore di lavoro. “Le indennità di cui al comma 1 sono riconosciute a condizione che i lavoratori domestici non siano conviventi col dator di lavoro e che vi sia stata una comprovata riduzione di almeno il 25 per cento dell’orario complessivo di lavoro”.

Questo vuol dire che la misura si rivolgerà solo ed esclusivamente a lavoratori domestici che non erano in regime di convivenza con l’anziano che assistevano o con la famiglia per cui lavoravano. Una badante convivente con l’anziano, fattispecie di situazione questa assai diffusa proprio per la particolarità del lavoro della badante, non potrà avere diritto al bonus. Inoltre, anche per chi potrebbe rientrare nel benefit, perché non in regime di convivenza, per poter rientrare nella misura occorre che la riduzione di orario di lavoro sia stata superiore al 25%.

In pratica, prendendo ad esempio una colf assunta a 20 ore a settimana, per poter percepire il bonus dovrà dimostrare che la sua settimana di lavoro per via del coronavirus, si sia ridotta del 25%, cioè di almeno 5 ore, con la sua settimana lavorativa scesa di colpo da 20 ore a 15 ore. Il bonus non sarà cumulabile con la NASPI e eventualmente con il reddito di emergenza, altra misura che il decreto aprile dovrebbe varare.

La misura invece è compatibile con il reddito di cittadinanza, ma solo per la differenza tra i 600 euro (o i 400) del bonus e quanto si percepisce di reddito di cittadinanza. Allo stato attuale della bozza, ciò che si interpreta è che se un lavoratore percepisce 300 euro di reddito di cittadinanza, potrà ricevere massimo 300 euro di bonus se trattasi di lavoratore oltre le 20 ore settimanali, oppure solo 100 euro se assunto con contratti da 20 ore settimanali o più corti.