In pensione nel 2021, alcune misure poco note permettono l’anticipo: anno di nascita e contributi

In pensione nel 2021, alcune misure poco note permettono l'anticipo: anno di nascita e contributi

Quali sono le misure che permettono il pensionamento in anticipo rispetto alle misure di pensionamento ordinarie o a quelle più note

Con 20 anni di contributi o con 15, a volte solo con 5, oppure già a 64 anni o addirittura a 56, sono tante le misure previdenziali che il nostro ordinamento prevede e che alcuni nemmeno conoscono. Non esistono solo la pensione di vecchiaia a 67 anni con 20 di contributi o la pensione anticipata distaccata da limiti di età che si centra con 42,10 o 41,10 di contributi versati.

Quando parliamo di misure poco note non facciamo riferimento a quota 100, opzione donna o Ape sociale, misure su cui si è detto tutto ed il contrario di tutto e che i lavoratori ormai conoscono a memoria. Misure poco note sono quelle che a determinate condizioni possono garantire l’uscita anche a 64 anni e con solo 20 anni di contributi versati.

Oppure possono garantire uscite con solo 15 anni di contributi o addirittura con 5 anni di carriera. Ma quali sono queste misure e come è possibile sfruttarle? Vediamo nello specifico di cosa si tratta e cosa consente la normativa attualmente in vigore.

In pensione a 64 anni, nel 2021 escono i nati nel 1957

Per i nati nel 1957 ci sono alcune opzione che permettono il pensionamento. In pratica, nel 2021 questi soggetti potrebbero avere diritto ad uscire dal lavoro alla stessa età che il governo sembra aver individuato per la quota 102 come alternativa per il post quota 100. Si chiama pensione anticipata contributiva per la quale bastano 20 anni di contributi.

Questa pensione a 64 anni riguarda però solo chi ha iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996, ovvero, i cosiddetti contributivi puri. Questa pensione anticipata di tipo contributivo si centra quindi con 64 anni di età e con 20 di contributi, ma a condizione che l’interessato abbia maturato una pensione pari o superiore a 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale.

Pensione di vecchiaia a 66,7 anni di età

Non sarà un anticipo rilevante perché si tratta di soli 5 mesi, ma ci sono lavoratori che possono accedere alla pensione con 66 anni e 7 mesi di età. In pratica, vige la possibilità per alcuni di pensionarsi senza aspettare i 67 anni ed evitando l’impatto dell’ultimo scatto relativo all’aspettativa di vita in vigore da gennaio 2019.

Occorre però aver maturato almeno 30 anni di contributi per accedere alla pensione di vecchiaia con il vecchio requisito anagrafico. Occorre però essere lavoratori che in 7 degli ultimi 10 anni o in 6 degli ultimi 7, abbiano svolto attività di lavoro gravoso (sono 15 categorie, le stesse di Ape sociale e quota 41 precoci) o usurante (come previsto dalla normativa vigente per lo scivolo usuranti del 18 maggio 1999).

Pensioni senza i 20 anni di contributi

Non si tratta di anticipare l’età di uscita, dal momento che l’età pensionabile resta a 67 anni, ma ci sono misure che permettono l’uscita senza raggiungere i 20 anni di contributi necessari per la vecchiaia. Parliamo delle deroghe Amato per esempio, che prevedono in 15 anni la contribuzione necessaria.

Senza i 20 anni di contributi infatti, la pensione di vecchiaia si centra a 71 anni di età, quando a dire il vero basterebbero anche solo 5 anni di contribuzione. Le deroghe Amato sono tre. Con la prima, è possibile uscire con 15 anni di contributi se accreditati prima del 31 dicembre 1992. Contribuzione utile tutta quella a qualsiasi titolo versata, cioè volontaria, obbligatoria, figurativa, da riscatto e ricongiunzione o da lavoro estero in Paesi in convenzione con l’Inps.

La seconda deroga prevede l’uscita con 15 anni di contributi, se si è stati autorizzati al versamento dei contributi volontari, prima del 31 dicembre 1992 anche senza l’effettivo versamento di contributi volontari. Per la terza deroga Amato invece, servono 25 anni di anzianità, 15 anni di contribuzione di cui almeno 10 anni lavorati discontinuamente, ovvero per periodi inferiori a 52 settimane.

Pensione di vecchiaia con invalidità

I lavoratori dipendenti del settore privato possono sfruttare anche la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità. Servono 20 anni di contributi versati , ma l’età di uscita è sensibilmente anticipata rispetto ai 67 anni della normale pensione di vecchiaia. Infatti le donne possono uscire già a 56 anni mentre gli uomini a 61. Serve una percentuale di invalidità pensionabile pari ad almeno l’80%.

Invalidità pensionabile abbiamo detto, perché non basta l’invalidità civile anche se pari all’80% per rientrare nella misura. Devono essere i medici della commissione accertatrice Inps a ratificare l’invalidità pensionabile. Senza i 20 anni di contributi chi ha una invalidità pensionabile pari all’80% può sfruttare la misura con 15 anni di contributi a condizione che rientri nelle deroghe Amato.