Autore: G.M

6
Ott

In pensione a 64 + 20 per tutti, la proposta di Nannicini

Secondo il senatore del PD serve coraggio in manovra per riformare davvero la previdenza sociale.

Tommaso Nannicini è un senatore del PD che nella scorsa legislatura ha ricoperto ruoli importanti in materia economica. Era consigliere economico del governo Renzi ed è stato sottosegretario al Consiglio dei Ministri con il governo Gentiloni. Di lui ci si ricorda come soggetto di spicco delle trattative tra governo e sindacati per il varo degli interventi che il governo PD ha emanato come quota 41 per i precoci e l’Ape social. Intervistato dal quotidiano romano «Il Messaggero», Nannicini ha parlato di pensioni, accusando il governo Conte, di non avere il giusto coraggio per varare una manovra di largo raggio soprattutto sulla previdenza.

La proposta Nannicini

In queste giornate che hanno accompagnato la presentazione della nota di aggiornamento del documento di economia e finanza, hanno fatto rumore le parole di Nannicini che ha prodotto una sua proposta di riforma del sistema previdenziale che parte dalla necessità di superare sia quota 100 che opzione donna. In altri termini, per Nannicini andrebbero smontate le misure che molti considerano semplici panacee per una ristretta cerchia di persone.

Quota 100 per Nannicini è una misura destinata ad una piccola platea di soggetti, una piccola «coorte» come la definisce lui stesso. In pensione con 62 anni di età e 38 di contributi, sono paletti molto ristretti che rendono la misura calzante soli per chi ha avuto la fortuna di lavorare per lunghi periodi in maniera continua. Un identikit che anche secondi l’ex sottosegretario, è quello dei lavoratori delle aree più ricche dello stivale, il Settentrione.

Per evitare di creare un fenomeno simile agli esodati della Fornero, Nannicini è d’accordo con la prosecuzione della sperimentazione, non fosse altro perché molti lavoratori probabilmente hanno già organizzato l’uscita dal lavoro in base a quota 100, accordandosi con i datori di lavoro. Che si prosegua quindi con quota 100, ma non oltre la sua naturale scadenza fissata al 31 dicembre 2021, ma non si dorma sugli allori.

Secondo il senatore PD occorre intervenire in maniera strutturale sulle pensioni. Bisogna prevedere la pensione flessibile ed opzionale per tutti colori che arrivano a 64 anni, sempre che abbiano raggiunto i 20 anni di contribuzione minima.

Allineare le misure a 64 anni

La proposta quindi verte su una pensione a 64 anni con 20 di contribuzione. Bisogna però prevedere un ricalcolo contributivo delle pensioni, alla stregua di come funziona opzione donna. La pensione anticipata contributiva per le donne poi, sempre secondo Nannicini, andrebbe allineata proprio alla sua idea di pensione con 64+20. Fino al 2022 opzione donna, che tra l’altro è misura che il governo no Conte bis vorrebbe confermare, consentirebbe l’uscita con 35 anni di contributi a lavoratrici dipendenti con 57 anni ed autonome con 58. Poi si passerebbe a 12 mesi di aumento dell’età pensionabile per ogni anno successivo fino ad arrivare a 64 anni.