In pensione a 60 anni anche nel 2021? Serve accordo con datore di lavoro, ecco i requisiti

Uno strumento nato nel 2013 è ancora attivo e consente finoal 2023 il pensionamento fino a 7 anni prima con l’isopensione.

Andare in pensione a 60 anni significa anticipare di 7 anni l’uscita dal momento che la normale pensione di vecchiaia si percepisce con 67anni di età fino al 2023.

Ed è proprio fino al 2023 che è stato confermato il potenziamento dell’isopensione, strumento che consente appunto, in via del tutto eccezionale, di pre-pensionarsi anche se mancano 7 anni sia al raggiungimento dei 67 anni previsti dalla pensione di vecchiaia che i 42,10 anni di contributi previsti dalla pensione anticipata.

Ma come si fa a sfruttare questa possibilità e come funziona questo scivolo sono argomenti da chiarire soprattutto perché i requisiti determinati in materia non riguardano solo il lavoratore dipendente ma anche l’azienda per cui lavora.

Pensione 7 anni prima, i destinatari

La misura è rivolta a lavoratori che si trovano a 7 anni dal centrare le pensioni ordinarie e che sono alle dipendenze di aziende con almeno 15 dipendenti in organico. Si tratta della misura conosciuta come isopensione o anche come esodo.

Parliamo di una misura che da un lato, favorisce il lavoratore concedendogli un autentico scivolo in termini di uscita dal lavoro e un assegno di accompagnamento alla pensione. Ma è altrettanto vero che si tratta di una misura che favorisce l’azienda interessata a svecchiare l’organico dipendenti

L’esodo è stato introdotto dalla legge Fornero fin dal 2013, ma inizialmente era limitato a lavoratori che si trovavano a 4 anni dalla pensione di vecchiaia o da quella anticipata e che fino al 2023 riguarda invece quelli che si trovano a 7 anni dalla quiescenza ordinaria, dal momento che l’isopensione non è in nessun caso collegata alle uscite anticipate previste da altre misure compresa quota 100

Pensione con l’esodo, cosa significa

Naturalmente non parliamo di una vera pensione dal momento che quella, per i lavoratori interessati dall’esodo, la riceveranno come normativa vuole, al compimento dei 67 anni di età. Infatti è innanzi tutto necessario che tra lavoratore e azienda ci sia un accordo su base sindacale per l’accesso all’isopensione, attraverso la quale l’azienda che viene definita esodante, corrisponde un assegno ai lavoratori per tutta la durata dello scivolo.

Un assegno totalmente a carico dell’azienda e di importo pari alla pensione maturata alla data di uscita. Oltre all’assegno, a carico dell’azienda anche la relativa copertura contributiva, cioè i contributi previdenziali che sarebbero stati versati al lavoratore se avesse continuato a lavorare, in maniera tale da non pregiudicare l’importo della pensione futura dello stesso, a prescindere che esca con la pensione di vecchiaia a 67 anni o con la pensione anticipata con 42,10 anni di contributi. 

Infatti al termine del periodo coperto da questo assegno di esodo, lo stesso verrà perso dal lavoratore che sarà tenuto, una volta maturati i requisiti, a presentare domanda di pensione, con il rateo che sarò ricalcolato tenendo conto anche della contribuzione versata durante gli anni in cui si è beneficiato del prepensionamento.