Autore: Giacomo Mazzarella

Pensione

In pensione 10 anni prima? Ecco i casi possibili

Come andare via dal lavoro con un decennio di anticipo, tutte le vie possibili.

Si può lasciare il lavoro con 10 anni di anticipo! Sembrerebbe un sogno, una autentica “Chimera” per la stragrande maggioranza dei lavoratori dipendenti. Parlare di pensione in anticipo, e soprattutto, con 10 anni di anticipo, per come è impostato il nostro sistema previdenziale non è certamente una cosa indicatissima.
Un sistema, quello previdenziale italiano, che tutto può essere considerato, tranne che agevole in termini di uscita dal lavoro per la pensione. Ma ci sono possibilità di anticipare la pensione di 10 anni.

Trattamenti pensionistici anticipati di 10 anni, ecco quando

Che le pensioni siano di stretta attualità è evidente dal fatto che siamo in una fase, quella che porterà alla legge di Bilancio, piuttosto delicata, con un pacchetto pensioni da preparare e con alcune misure, in scadenza a fine 2020, che dovrebbero essere rinnovate. Ma c’è anche la questione riforma delle pensioni, argomento sempre caldo nonostante il coronavirus e il fatto che la pandemia stia occupando la stragrande maggioranza del lavoro del nostro esecutivo.

Le pensioni vanno però corrette come sistema, troppo rigido, con un numero di contributi troppo elevato e con una età pensionabile troppo alta.

Per tutto il 2021 e fino alla fine del 2022, i lavoratori potranno richiedere la pensione di vecchiaia ordinaria a 67 anni con 20 anni di contributi accumulati. Ma gli scivoli non mancano. Infatti esiste quello per i precoci, soprattutto se hanno carriere lunghe e soprattutto costellate dal requisito della continuità.

Ma c’è anche il prepensionamento per invalidi, che così possono smettere di lavorare 10 anni prima di quanto prevede la pensione di vecchiaia ordinaria.

Gli scivoli, quali sono e come funzionano

Agli invalidi con una marcata riduzione della capacità lavorativa ci sono misure di pensionamento anticipato, tanto grazie a misura assistenziali, che a misure previdenziali.
Gli invalidi però non sono tutti uguali. Infatti ci sono i titolari di invalidità civile, quelli di invalidità da lavoro e quelli che hanno l’invalidità pensionabile.

Chi ha una invalidità da lavoro o una invalidità pensionabile in misura pari all’80% almeno, può avere accesso alla pensione di vecchiaia anticipata già a 61 anni per gli uomini, ma addirittura a 56 anni per le donne. Occorre però essere iscritti presso l’Ago (Assicurazione generale obbligatoria) o presso alcuni fondi sostitutivi.

Non basta l’invalidità civile perché come detto, bisogna essere in possesso di invalidità pensionabile. Per i non vedenti, con riduzione della capacità di vedere pari ad almeno 9/10, in pensione già a 51 anni, con finestra di 12 mesi per le donne e a 56 anni per gli uomini.
Ma c’è anche la pensione anticipata con quota 41, che potrebbe spettare anche a chi ha 57 anni di età. Infatti per accedere alla pensione con la quota 41, basta un anno di contributi prima dei 19 anni di età. E per chi ha iniziato a lavorare a 16 anni, ed ha goduto di una carriera lavorativa continua, la pensione può essere centrata proprio a 57 anni, dopo 41 anni di contributi versati.