In arrivo la proroga al blocco licenziamenti: ecco i dettagli

Andrea Orlando, Ministro del Lavoro, ha confermato che ci sarà una proroga al blocco licenziamenti. All’interno del DL Sostegno ci sarà quindi il rinvio della scadenza altrimenti prevista per il 31 marzo 2021.

La proroga al blocco licenziamenti è stata annunciata direttamente dal Ministro del Lavoro. Durante il suo discorso in Senato Andrea Orlando ha infatti spiegato che il blocco dei licenziamenti continuerà anche dopo il 31 marzo 2021, data di scadenza prima di questa proroga.

Il Ministro ha specificato però che le cose cambieranno leggermente rispetto a quanto era fino a questo momento. Il divieto non sarà valido per tutti, difatti verranno fatte delle distinzioni a contrario di quanto successo dall’inizio della pandemia di Coronavirus.

Arriva la proroga dei licenziamenti: come funzionerà?

Il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha spiegato durante l’audizione in Senato che il blocco dei licenziamenti verrà prorogato proprio come auspicato dai lavoratori che stanno vivendo un momento complesso a causa delle chiusure imposte per contenere i contagi di Covid.

«Andiamo nella direzione di una proroga del blocco dei licenziamenti, che però per i lavoratori che dispongono di strumenti ordinari sarà legata ad un termine che sarà definitivo; per coloro non coperti da strumenti ordinari sarà agganciata alla riforma degli ammortizzatori sociali», ha spiegato Orlano durante il suo discorso.

La volontà del Governo Draghi è quella di inserire questa proroga all’interno del Decreto Sostegno. La scadenza del blocco dovrebbe quindi passare dal 31 marzo al 30 giugno. Questa sarà valida per le aziende che possono sfruttare i normali ammortizzatori sociali come la cassa integrazione ordinaria.

Le aziende più piccole che oggi fanno affidamento sulla cassa in deroga, potranno invece contare su questa copertura per un periodo di tempo maggiore. I dipendenti delle piccole imprese quindi dovranno attendere nuove garanzie che arriveranno con la riforma degli ammortizzatori sociali e da una revisione del sistema di politiche attive sul lavoro. Tutto questo consentirà a coloro che sono rimasti disoccupati di riqualificarsi e trovare un nuovo impego lavorativo.

L’audizione in Senato di Orlando

Andrea Orlando, Ministro del Lavoro del nuovo Governo Draghi, ha toccato anche altri temi oltre alla proroga del blocco licenziamenti. «Nel 2020 la platea del reddito di cittadinanza è cresciuta costantemente, fino a coinvolgere 1,5 milioni di nuclei ai quali aggiungere 300 mila famiglie destinatarie del Rem, il reddito di emergenza», ha spiegato il Ministro.

Secondo Orlando il primo intervento da eseguire è certamente una «riforma degli ammortizzatori sociali in una direzione di universalismo e semplificazione» che consenta un accesso rapido all’aiuto e che estenda la protezione indipendentemente dal settore in cui opera l’impresa e dalle dimensioni della stessa. Il Ministro ha anche parlato del problema della disoccupazione giovanile e della disoccupazione femminile. Dal punto di vista occupazionale, sono infatti queste le due categorie più colpite.

Sono «oltre 100 mila posizioni lavorative in meno occupate da donne rispetto a quelle occupate da uomini», ha spiegato Orlando. Nel 2020 «sono andati accrescendosi anche i differenziali di genere nei tassi di attività, sostanzialmente annullando i progressi fatti registrare nei tre anni precedenti. È l’effetto di accresciute difficoltà di conciliazione con i carichi familiari nel corso della pandemia».