In Gazzetta Ufficiale i nuovi buoni spesa per famiglie indigenti

In Gazzetta Ufficiale i nuovi buoni spesa per famiglie indigenti

Confermata la misura con cui i Comuni erogheranno buoni alimentari a chi è in difficoltà.

È arrivato in Gazzetta Ufficiale il provvedimento che il governo ha deciso di emanare per quanto riguarda la nuova tornata di buoni spesa per famiglie disagiate. Si ripete quindi quanto successo durante il lockdown della scorsa Primavera, quando i Comuni sfruttarono le dotazioni stanziate dal governo per venire incontro alle situazioni di fragilità più gravi tra i concittadini.

Provvedimento in Gazzetta Ufficiale, ecco i nuovi buoni spesa

La dotazione introdotta dal decreto Ristori è pari a 400 milioni di euro. Un fondo destinato ai comuni a cui attingere per erogare i buoni spesa ai cittadini meno abbienti. Alla stregua di quanto successo nel lockdown di marzo, tutto è pronto per consentire ai Comuni di erogare i buoni.

Saranno i Comuni infatti a dover riproporre la struttura adatta al ricevimento delle richieste ed all’erogazione dei buoni spesa. Presto quindi le Amministrazioni locali dovranno mettere a punto il modello di richiesta, che probabilmente ricalcherà quelli della scorsa Primavera, con i limiti Isee da non superare per rientrare nella misura.

Occorrerà infatti presentare il modello di autocertificazione dei proprio redditi e patrimoni, naturalmente dopo che il proprio Comune avrà previsto le soglie e i limiti da non superare.

Al riguardo infatti il decreto che ha reintrodotto i buoni (si tratta del decreto Ristori tre) specifica che “L’Ufficio dei servizi sociali di ciascun Comune individua la platea dei beneficiari ed il relativo contributo tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno, per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico”.

Buoni spesa in base agli abitanti

I fondi saranno adesso suddivisi dal governo ai Comuni. Come detto, sono in tutto 400 milioni di euro le risorse che l’esecutivo ha destinato a questa misura. E la suddivisione a carattere locale sarà fatta in base al numero di abitanti del Comune stesso. In questo senso il ruolo dell’Anci, cioè dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani sarà importantissimo. Infatti l’Associazione anche nella scorsa Primavera stabilì i criteri da prevedere per erogare questi buoni spesa alle famiglie. Una nota di indirizzo a cui devono attenersi i singoli Comuni nel deliberare le regole utili alla fruizione del beneficio.

Lasciando da parte le singole decisioni che i Comuni e le loro Giunte adotteranno, va ricordato che i buoni saranno sfruttabili solo per le esigenze primarie della famiglia perché in nessun caso potranno essere convertiti in denaro contante.

Il buono infatti sarà spendibile solo presso i negozi di beni alimentari di prima necessità. Negozi che dovranno aderire al progetto del loro Comune proprio come successo nel mese di marzo 2020.

Anche allora infatti, nelle case Comunali fu predisposto un elenco dei negozi partecipanti all’iniziativa, cioè che avevano dato la disponibilità ad accettare i buoni spesa comunali che poi lo stesso comune avrebbe risarcito ai commercianti ed agli esercenti.