Autore: B.A

Coronavirus

14
Lug 2020

Il coronavirus può diventare cronico, ecco come secondo ricercatori di Yale

In base ad uno studio, molti infetti potrebbero non guarire più dal Covid.

Una malattia, un virus per certi versi ancora circondato da un fitto mistero, questo è il coronavirus. Nonostante il Mondo ormai da mesi ha a che fare con questo virus, nonostante milioni di persone abbiano contratto il Covid-19, gli scienziati sono a lavoro per capirci di più. Il vaccino, i farmaci per curarlo, quanto dura, perché contagia molto e altri punti del virus, sono a livello di conoscenza embrionale.

Per ora numerose sono le teorie e le tesi, ma prove scientifiche che diano risposte certe su molti aspetti del coronavirus, non esistono. E sul coronavirus, ogni giorno esce fuori qualcosa di nuovo e sconosciuto fino al giorno prima. Ne è esempio un nuovo studio dell’Università di Yale, che per la prima volta parla di coronavirus cronico.

“Si può avere il Coronavirus e non guarire più”

Quello che emerge da una ricerca dell’Università di Yale è un vero e proprio allarme. In pratica, può capitare che alcuni pazienti che hanno beccato la pericolosa malattia polmonare meglio conosciuta come Covid-19, potrebbero non guarire più. Il coronavirus ha colpito svariate milioni di persone in tutto il Pianeta. Naturalmente ha colpito con gravità e violenza differenti da soggetto a soggetto.

C’è chi è stato costretto al ricovero ospedaliero, chi è stato costretto addirittura alla terapia intensiva e c’è pure chi ha avuto sintomi lievi a tal punto che nemmeno si è accorto di essere stato contagiato. In altri termini, esistono pazienti di Covid che hanno sviluppato forme più lievi e moderate. E sono proprio queste persone quelle di cui parla lo studio dell’Università di Yale. Infatti sono proprio questi pazienti che hanno avuto sintomi lievi a rischiare di non guarire più dal coronavirus.

Virus che non va via facilmente

In pratica, i ricercatori universitari sottolineano che a volte ed in alcuni pazienti, il virus può non essere mai del tutto smaltito. Il rischio concreto secondo i ricercatori, è che questo paziente che ha dentro di se il virus, ma che è ben nascosto, possa tornare in futuro ad innescare nuovi focolai. Alessandro Santin è l’oncologo della Yale University, che ha spiegato gli esiti di questo studio come riporta «il Fatto Quotidiano».

“Tutto ciò che sappiamo fino ad oggi sul Coronavirus deriva dallo studio di quel 20 per cento di pazienti che ha sviluppato la forma severa ed è quindi stata ricoverata in ospedale. Non ci si è concentrati per niente su chi era malato a casa. Ma ora vediamo che c’è un numero di persone enorme fuori dagli ospedali che non guarisce e che non sappiamo ancora se guarirà mai. Lo sappiamo dalle chiamate che da mesi continuano a fare ai pronto soccorso, negli Usa”, questo ciò che asserisce il Professor Santin secondo il quale, l’attenzione della scienza si è concentrata tutta sui pazienti gravi, senza approfondire gli effetti del coronavirus sui malati meno gravi.

Lo studio della Yale University sottolinea che pur se minima, esista una percentuale di persone che nonostante all’apparenza è guarita dal Covid, poi si è ammalata nuovamente anche se il tampone è negativo e il test sierologico sottolinea la presenza di anticorpi. Secondo il professor Santin questo dipende dal sistema immunitario che si attiva contro il virus, uccidendolo ma arrivando anche a distruggere i tessuti degli organi.

Infatti può capitare che un virus non sia più presente nell’organismo che ha precedentemente infettato, ma il sistema immunitario continua a mantenersi attivato perché vede pezzetti residuali di virus, non più attivi, ma ancora in circolo. Inoltre, può capitare che il virus si vada a celare in alcune cellule dei polmoni e che risulti negativo al tampone. In questo caso i sintomi non passano e potrebbero divenire cronici, così che alla prima influenza invernale, questi soggetti potrebbero tornare positivi.