Autore: B.A

TFR

Il Tfr, quando e come si richiede anche in anticipo

Il Trattamento di fine rapporto è un argomento che riguarda tutti i lavoratori dipendenti, ecco quando lo si può richiedere

A prescindere dal motivo per il quale si chiude un rapporto di lavoro subordinato, al lavoratore dipendente spetta il Trattamento di fine rapporto, chiamato anche buonuscita o liquidazione. Quindi, quando un rapporto di lavoro cessa per licenziamento, dimissioni, risoluzione del contratto, pensionamento e così via dicendo, al lavoratore spettano le somme che mese per mese tramite trattenute in busta paga, lo stesso lavoratore ha accantonato proprio in funzione di quando sarebbe terminato il rapporto di lavoro.

Ci sono casi però che consentono al dipendente, di chiedere un anticipo sul Tfr nonostante il rapporto di lavoro è ancora in essere. Ma per fare ciò occorre che ci siano determinate condizioni.

Occorre dare la motivazione per l’anticipo Tfr?

Ad esclusione del lavoro domestico, dove al lavoratore dipendente è sempre concesso di chiedere un anticipo del Tfr ogni anno, in misura pari al 70% di quanto accantonato durante l’anno e senza alcuna giustificazione, alla generalità dei lavoratori dipendenti viene chiesto di motivare la richiesta di anticipo Tfr.

Si tratta di una delle condizioni principali affinché la richiesta possa essere esaudita per il lavoratore. La motivazione addotta deve essere pure valida. Infatti esistono delle tipologie di urgenze che vengono considerate valide ai fini della richiesta di un anticipo della liquidazione.

Tra le motivazioni ritenute valide in questo senso c’è l’acquisto della casa di abitazione principale, la ristrutturazione della stessa, una visita medica con annesso trattamento sanitario piuttosto costoso (si pensi al dentista).

In assenza di richieste di anticipo del Tfr, questo matura fino alla fine del rapporto di lavoro e viene erogato proprio al termine dello stesso. Naturalmente se durante il rapporto di lavoro il lavoratore ha chiesto uno o più anticipi (per il lavoro domestico se ne possono chiedere anche più di uno) secondo la normativa vigente, a fine rapporto di lavoro allo stesso lavoratore verrà erogato solo il residuo del Tfr.

L’anticipo Tfr dipende dall’anzianità di servizio e dalla qualifica ricoperta dal lavoratore

Il diritto all’anticipo Tfr può essere esercitato dal lavoratore subordinato una sola volta nel corso del rapporto di lavoro. Se il subordinato ha scelto di lasciare il Tfr in azienda, lo otterrà a fine rapporto di lavoro, mentre se ha una impellenza importante nella sua vita, tra quelle ritenute valide all’anticipo del Tfr, potrà chiederne l’anticipazione.

Le condizioni per l’anticipo, oltre alla motivazione sono diverse. Innanzi tutto, per poter procedere alla richiesta di anticipo il lavoratore deve avere almeno 8 anni di servizio presso il medesimo datore di lavoro. Poi, il Tfr in anticipo richiesto non può essere superiore al 70% di ciò che si è accantonato fino alla data di richiesta anticipo. L’azienda può rifiutare di concedere il Tfr, se le richieste del proprio organico dipendenti superano il 4% degli aventi diritto.