Autore: Elisa Cardelli Ceroni

Coronavirus - Lavoro

INAIL: in aumento le denunce di contagi Covid a lavoro

L’INAIL sta rilevando dati in preoccupante crescita riguardo le denunce per contagio Covid sui luoghi di lavoro.

Il numero di infezioni di Covid che si originano sui luoghi di lavoro è in aumento. Al 31 dicembre 2020 l’INAIL ha ricevuto 131.090 denunce, pari al 23,7% di tutte le denunce di infortunio arrivate presso l’Istituto durante lo scorso anno. Si tratta anche del 6,2% dei contagiati nazionali totali che sono stati comunicati dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità) alla stessa data.

Tali numeri sono emersi dal Dodicesimo report nazionale sui contagi sul lavoro da Covid-19 elaborato dalla stessa INAIL. Da questa indagine emerge un aumento del 25,7% dei casi (26.762 casi in più) rispetto a quanto era stato rilevato dal precedente monitoraggio datato 30 novembre 2020.

Cosa emerge dai monitoraggi del 2020?

Nel trimestre ottobre-novembre-dicembre 2020 sono state oltre 75 mila le denunce arrivate all’INAIL, pari al 57,6% del totale. Da questi numeri si comprende che le denunce sono state di più nella seconda ondata in quanto nel periodo marzo-aprile-maggio 2020 le denunce sono state circa 50 mila (38,5%).

In particolare, il mese più ricco di denunce è stato novembre 2020: in questo periodo le denunce sono state 36 mila. Durante il periodo estivo c’è stato invece una diminuzione nel numero di denunce. A giugno, luglio e agosto 2020 ci sono state meno di 1.000 casi al mese. Nel mese di settembre 2020 c’è stato invece un leggero aumento che lasciava presagire la ripresa dei contagi che effettivamente c’è stata nei mesi successivi.

Nonostante ci sia stato un aumento di denunce nella seconda ondata, il numero dei casi mortali è risultata essere inferiore rispetto alla prima ondata. I casi mortali denunciati al 31 dicembre 2020 sono 423, ossia 57 in più rispetto al mese precedente. Quasi 8 decessi su 10 (79%) sono avvenuti nel periodo che va da marzo a maggio, nel trimestre che va da ottobre a dicembre invece ce ne sono stati solo il 18%. La maggior parte dei decessi hanno riguardato uomini (83,2% del totale) e le fasce di età 50-64 anni (70,2%) e over 64 anni (19,9%).

Rispetto agli uomini, le donne sono comunque state più contagiate nonostante il numero inferiori di decessi. Il 69,6% dei contagiati sono infatti donne, la cui quota nel mese di dicembre sale al 71,6%. L’età media dall’inizio dell’epidemia è di 46 anni per entrambi i sessi. La fascia d’età in cui sono state più numerose le denunce pervenute all’INAIL è quella dei 50-64 anni (42,2%). Seguono le fasce 35-49 anni (37%), under 34 anni (19%) e over 64 anni (1,8%). Di queste denunce, l’85,7% riguardano lavoratori italiani, gli stranieri sono invece il restante 14,3%.

Per quanto riguarda le zone dell’Italia dove ci sono state più denunce, il Nord Italia supera di molto le restanti zone. Il 47,5% nel Nord-Ovest (prima la Lombardia con il 28,4%), il 23,0% nel Nord-Est (primo il Veneto con il 9,7%), il 13,8% al Centro (primo il Lazio con il 5,6%), l’11,5% al Sud (prima la Campania con il 5,4%) e il 4,2% nelle Isole (prima la Sicilia con il 2,7%).

Il settore più colpito è la sanità

Il settore della sanità e assistenza sociale è risultato il più colpito. Questo settore comprende ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani e disabili e rappresenta il 68,8% delle denunce e addirittura il 25,2% dei decessi. Il secondo settore più colpito è stato quello dell’amministrazione pubblica: qui ci sono stati il 9,1% delle infezioni denunciate e addirittura il 10,7% dei decessi.