Grave lutto per Joe Bastianich: «Ti amo, mi mancherai»

Grave lutto per Joe Bastianich: «Ti amo, mi mancherai»

«Sei stata una donna di grandissimo spirito e generosità». Joe Bastianich ricorda la nonna scomparsa nel giorno di San Valentino

Terribile lutto per Joe Bastianich: la nonna del noto ristoratore, Erminia Matticchio, è scomparsa nei giorni scorsi. Aveva compiuto 100 anni appena poche settimane fa. Un traguardo festeggiato in grande stile con una festa a New York, circondata dalla figlia, dai nipoti e dai bisnipoti.

Stando a quanto riportato da Il Corriere della Sera, la donna sarebbe venuta a mancare nel giorno di San Valentino. Pochi giorni prima aveva avuto un malore dal quale non si sarebbe più ripresa. La figlia Lidia (madre di Joe) aveva deciso di prendersi una pausa per poter dedicare tutto il suo tempo ai pochi giorni di vita che restavano a sua madre, per ringraziarla di tutto quello che ha fatto per loro.

Il ricordo di Joe Bastianich

La chef ha raccontato che quando lavorava senza un attimo di tregua all’interno dei ristoranti di famiglia, era sua madre Erminia che si prendeva cura dei suoi figli Joe e Tanya. Ed è anche per questo che i suoi nipoti le erano davvero molto affezionati. Nella giornata di oggi Joe ha deciso di dedicarle un breve video per ricordarla insieme ai suoi followers:

"Ciao nonna Erminia, sei venuta a mancare nel giorno di San Valentino, nel giorno dell’amore. Hai avuto una vita piena e sei stata una donna di grandissimo spirito e generosità. Ti amo nonna, mi mancherai tantissimo", ha detto il noto imprenditore su Instagram. Erminia ha avuto un ruolo cruciale nel successo della famiglia Bastianich, che si è sempre ispirata al suo coraggio e alla sua tenacia.

Chi era Erminia Matticchio

Nata a Pola, il 23 gennaio del 1921, iniziò a lavorare come maestra delle scuole elementari. Dopo la nascita dei figli Lidia e Franco, avuti da Vittorio Matticchio, Erminia fu costretta a scappare e passò due anni nel campo profughi di San Sabba, successivamente alla consegna di Pola alla Jugoslavia. In questo periodo, ha raccontato la figlia Lidia, la madre le ripeteva sempre "Stringi i denti e sopporta", un mantra che l’ha accompagnata per tutta la vita.

Nel 1958, la famiglia decise di tentare il tutto per tutto oltre oceano, inseguendo l’American Dream. Nel libro «Il mio sogno americano», Lidia racconta del supporto ricevuto da parte della Catholic Charities di New York: ogni settimana, i Mattichio ricevevano dall’associazione una piccola somma di denaro che permetteva loro il primo sostentamento.

Nonostante i soldi bastavano a malapena per mangiare, Erminia non spendeva tutto. Comprava pane, latte e alimenti pochi costosi. Mai carne. Questo perchè preferiva conservare qualcosa in modo di poter un giorno restituire tutto alla Charities. E infatti, qualche mese dopo, Erminia e suo marito trovarono lavoro e, come prima cosa, si recarono presso l’associazione per restituire i soldi ricevuti. La funzionaria, tuttavia, le rispose che non era necessario: «Voi siete l’orgoglio dell’America». Con quelle parole, i Matticchio, da profughi istriani, si sentirono finalmente a casa negli Stati Uniti.