Governo Draghi, pensioni a rischio? Opzione donna e Ape sociale potrebbero essere sostituiti

Governo Draghi, pensioni a rischio? Opzione donna e Ape sociale potrebbero essere sostituiti

Ape sociale, Opzione donna e precoci potrebbero essere sostituite da una nuova riforma previdenziale

Molti sono stati gli argomenti trattati riguardo le riforme previdenziali, in particolare le proposte fatte sul futuro delle pensioni sembrano delineare già un percorso abbastanza chiaro su ciò che si verificherà al termine di Quota 100.

La proposta, già in parte preventivata, è quella di ritornare al vecchio sistema previdenziale, ovvero quello che prevede la pensione di vecchiaia all’età di 67 anni con 20 di contributi lavorativi, basandosi sull’adeguamento all’aspettativa di vita. Tuttavia, allo studio c’è anche l’ipotesi di introdurre Quota 102 (64 anni di età e 38 di contributi) che andrà a sostituire Quota 100 insieme all’Ape sociale.

Non è escluso, dunque, che l’inserimento di una nuova riforma previdenziale possa mettere a rischio le misure per ora attive, quali Opzione donna, Ape sociale e Precoci, che potrebbero essere sostituite da un fondo esubero (un fondo già operativo a carico dello Stato, utilizzato per le banche e per le assicurazioni).

L’obiettivo, in linea generale, è sicuramente quello di inserire un sistema previdenziale più efficiente, che non “pesi” troppo sulle casse dello Stato. Inoltre, deve essere anche un sistema costituito da regole semplici e valide sia per gli anziani che per i giovani.

Di certo l’idea che possano essere eliminate alcune delle forme previdenziali che agevolano e tutelano le categorie più vulnerabili o svantaggiati come le donne, i caregiver, i disabili e i precoci che svolgono lavori usuranti o faticosi, non è sicuramente facile da accettare eccetto che, in sostituzione, venga istituita una riforma che possa andare ad equiparare quelle precedenti.

Pensione dopo Quota 100: ecco quali sono le probabili opzioni

Sicuramente l’argomento pensioni sarà al centro dell’attenzione del nuovo governo Draghi insieme a tanti altri temi importanti che dovranno essere affrontati per risollevare l’economia italiana. E’ chiaro che, per il momento, è ancora presto per parlare con certezza sul futuro delle riforme previdenziali. In ogni caso emergono diverse ipotesi che potrebbero andare a sostituire le attuali misure in vigore.

Come viene spiegato dal portale “proiezionidiborsa”, le proposte attualmente discusse sono diverse: innanzitutto, in primo piano, ci sarà l’obiettivo di eguagliare tutti i lavoratori che hanno iniziato a lavorare dal 1° gennaio del 1996. Verranno anche rivisti i requisiti per accedere alle diverse misure previdenziali.

In secondo luogo, c’è la tanto discussa Quota 102, ovvero la pensione di anzianità che prevede l’uscita dal lavoro a 64 anni di età e 38 di contributi versati. Infine, la pensione anticipata che prevede l’uscita dal lavoro con 42 anni e 10 mesi di contributi lavorativi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne senza vincoli di età pensionabile. Per quest’ultima misura, potrebbero essere introdotte delle agevolazioni per le donne (8 mesi per ogni figlio avuto fino ad un massimo di 24 mesi). Leggi anche: Pensioni, la spesa è sostenibile: il vero problema resta l’assistenza