Autore: Stefano Calicchio

Idee di trading

GameStop, la rivolta dei piccoli trader contro gli Hedge Fund: i broker bloccano gli acquisti

Il caso GameStop scuote Wall Street. I piccoli trader hanno tagliato le gambe ai fondi speculativi, ma i broker intervengono bloccando gli acquisti. La politica valuta un intervento.

Il mondo del trading e della finanza è stato scosso alle fondamenta dal caso GameStop. Negli scorsi giorni tanti piccoli trader si sono coalizzati sfruttando il web per controbattere alle operazioni finanziarie al ribasso dei grandi fondi speculativi, costringendoli a rivedere le proprie posizioni. Una strategia che ha permesso guadagni ingenti a tanti piccoli operatori di borsa, ma che ha comportato perdite altrettanto rilevanti per i fondi speculativi.

Il caso principale è quello del titolo GameStop. Ormai vicino al fallimento, le sue quotazioni sono esplose dopo che i trader ribelli ne hanno moltiplicato le quotazioni per 17 volte. Ma sul piatto vi sono operazioni simili effettuate su titoli come Blackberry, AMC, Express Inc e Koss. Una situazione che si è calmierata solo dopo l’intervento di alcuni broker, che hanno vietato gli acquisti sulle azioni oggetto di speculazione.

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Il caso GameStop porta i broker allo stop, ma la politica medita un intervento

Sullo scenario appena descritto sono quindi intervenuti gli intermediari di settore, come RobinHood e Interactive Brokers, vietando l’acquisto sui titoli diventati un simbolo della rivolta dei piccoli investitori. Un comportamento che è stato interpretato come scorretto da parte dei trader, visto che gli stessi broker realizzano guadagni importanti vendendo le informazioni relative alle operazioni dei piccoli investitori proprio ai fondi speculativi.

Tanto che una forte reazione al comportamento dei broker è arrivata anche dai parlamentari dem più radicali, come ad esempio Alexandria Ocasio Cortez e Rashida Tlaib. Sul punto ora si attende un intervento della Casa Bianca. Le principali autorità federali stanno monitorando la situazione e potrebbero intervenire nel breve termine. Il nodo resta difficile da sciogliere perché gli acquisti coordinati su singoli titoli non rappresentano un reato.

Ma il sistema legislativo pone dei limiti a chi fornisce false comunicazioni in grado di influenzare i mercati. Ad incorrere in problemi potrebbero essere quindi alcuni singoli trader che attraverso i propri post sui social network hanno dato il via alle operazioni di acquisto di massa.