Autore: B.A

Fisco

Fondo di ultima istanza, indennizzo anche per professionisti, agenti e autonomi non inseriti nel bonus 600 euro

Arrivano chiarimenti da parte del Mef sui soggetti esclusi dal bonus del decreto Cura Italia ma che potrebbero rientrare nel Fondo di ultima istanza

Sarà di 600 euro anche il bonus che riceveranno tutti i soggetti esclusi dagli indennizzi previsti dal decreto legge n° 18 del 17 marzo? Sulle cifre difficile fare previsioni ma per quanto riguarda la risposta alla domanda, ci pensa il Mef a tranquillizzare gli interessati. Infatti il Ministero dell’Economia sul suo sito istituzionale tra le risposte alle domande degli utenti ha confermato che i professionisti iscritti alle casse private, gli agenti di commercio Enasarco, i dipendenti a termine e i lavoratori autonomi senza ammortizzatori sociali e bonus, dovrebbero rientrare nel Fondo di ultima

Le precisazioni del Ministero sul fondo di ultima istanza

Nel decreto Cura Italia si fa riferimento al Fondo per i soggetti che non rientrano nelle tipologie di lavoratori coperti dai bonus. Nel decreto non si parla di cifre o di procedure, perché per l’indennizzo, dal punto di vista normativo e procedurale bisogna attendere i decreti di attuazione. Ciò che si legge sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze però è più di un indizio, dal momento che l’anticipazione è di fonte istituzionale ed è scritta sul portale del Mef.

Il Fondo di ultima istanza è la misura che andrà a tutelare quanti non sono compresi nei bonus indicati dal decreto Cura Italia e che sono Partite IVA, autonomi, collaboratori coordinati continuativi, lavoratori dello spettacolo, lavoratori stagionali del turismo e operai in agricoltura.

L’articolo 44 dello stesso decreto prevede un sostegno per i lavoratori dipendenti e autonomi non coperti dagli altri ammortizzatori e indennità del decreto, ma che sono stati anche essi vessati dall’emergenza coronavirus, avendo e cessato, ridotto o sospeso le loro tipologie di attività lavorative.

Le dotazioni del fondo appaiono scarne

Il cosiddetto Fondo di ultima istanza, che fa capo al Ministero del Lavoro, ha una dotazione di 300 milioni di euro per l’anno 2020. La misura come dicevamo, necessita dei decreti di attuazione del Ministero del Lavoro che come prassi, devono essere emanati entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto che la ha istituita. Essendo datato 18 marzo la pubblicazione del decreto Cura Italia, entro il 18 aprile se ne saprà di più.

Solo con questi decreti si avrà più chiaro il campo di applicazione della misura, andando a chiarire i criteri, le modalità di attribuzione e le cifre. Una cosa che appare certa dalle Faq del Mef è che una quota di questo fondo sarà destinata ai professionisti iscritti agli ordini. Nelle risposte si sottolinea come sia allo studio la determinazione delle platee dei soggetti che potranno ottenere il sostegno al reddito tramite il Fondo. Si parla di agenti di commercio, dipendenti a tempo determinato ed anche di badanti e colf.

Pur se le cifre di stanziamento del fondo non appaiono molte, il Ministero dell’Economia nelle risposte alle domande degli utenti ha azzardato il fatto che anche per chi riceverà il sostegno dal Fondo, la cifra sarà la medesima dei bonus previsti dal decreto e già pressoché operativi. Quindi 600 euro a testa anche per questi soggetti, sempre considerando ipotesi tutto ciò che c’è scritto sul sito istituzionale del Mef, non essendo ancora usciti i decreti di attuazione. Tra l’altro, oltre che definire meglio le platee degli aventi diritto, il Mef conferma che si sta lavorando con le varie casse professionali, per definire i criteri di accesso e le modalità di erogazione del beneficio per i professionisti iscritti agli ordini.