Autore: B.A

Fipe: “Bar e ristoranti sono pronti a riaprire”, 35 pagine di protocollo di sicurezza stilato

Appello della Federazione che chiede contributi immediati, regole e politiche per dare prospettive ad un settore in profonda crisi.

I bar e i ristoranti sono tra le attività che più sono state messe in ginocchio dal coronavirus e dalle chiusure ordinate dal governo per contenere la pandemia. Chiusure che rischiano di mettere in ginocchio un intero settore, perché stando a quanto deciso dall’ultimo Dpcm del Premier Conte, queste attività potranno riaprire solo dal 1° giugno. Tre mesi di stop alle attività, di mancato guadagno e con solo 600 euro (e nemmeno per tutti, perché molti aspettano ancora il bonifico) di aiuti con il decreto Cura Italia.

Un settore in ginocchio e associazioni, gruppi e esercenti che quotidianamente si appellano alla “benevolenza” delle istituzioni, per poter riaprire. “Fateci lavorare”, questo l’accorato appello che ogni giorno migliaia di esercenti e di dipendenti di queste strutture, rivolgono al governo ed a tutti i comitati e task force di cui il governo si è munito. Importante anche l’appello della Fipe, la Federazione italiana pubblici esercenti. Secondo la federazione, i bar ed i ristoranti sarebbero già pronti alla riapertura, con tutte le garanzie igieniche e di sicurezza.

Protocollo di sicurezza bar e ristoranti

Un metro di distanza tra i tavoli nei locali, mascherine al personale addetto al servizio, in sala e in cucina, igienizzazione dei locali e disinfettante per mani a disposizione, queste le linee guida che dovrebbero seguire bar e ristoranti alla riapertura, e sono cose che anche il 1° giugno non spariranno. Ecco perché, oggi o domani, tutti questi esercizi commerciali sanno perfettamente come comportarsi per le riaperture. Si ragiona anche su accessi differenziati della clientela, che dove è possibile per la grandezza del locale, potrebbero essere suddivisi tra avventori in entrata ed i uscita.

Tutte queste misure, secondo la Fipe, sono state già metabolizzate dagli esercenti, misure che i ristoratori italiani, ii gestori di par, tavole calde, pub e attività similari, sono pronti a predisporre, anche immediatamente. Un protocollo di sicurezza Fipe che la Federazione ha approntato, messo nero su bianco e inserite in una proposta che consta di 35 pagine. Un insieme di procedure di sicurezza da applicare in bar, ristoranti e servizi di catering, al fine di poter riaprire prima possibile.

Cosa dice Fipe

“Il mondo della ristorazione è pronto a ripartire, impegnandosi a garantire la sicurezza con uno specifico protocollo organizzativo delle attività, messo a disposizione della categoria, al fine di tutelare i rischi di contaminazione sia per i clienti che per i dipendenti , ma è chiaro che non basterà per un ritorno immediato alla normalità. Fino a quando saranno in vigore le misure di distanziamento sociale, con le diverse modalità di fruizione dei servizi dei Pubblici Esercizi, è evidente che non si potrà lavorare a pieno regime. È dunque indispensabile che le istituzioni supportino economicamente il settore in questa fase transitoria”, questa la dichiarazione che accompagna la proposta della Fipe, come l’ha rilasciata il Presidente della Federazione, Lino Enrico Stoppani .

Il protocollo di sicurezza è stato approntato seguendo le indicazioni delle autorità sanitarie e con l’aiuto di consulenti scientifici di livello. Insieme al documento con il protocollo di sicurezza, la Fipe chiede anche aiuti economici, liquidità, indennizzi e una svolta fiscale, con meno tasse e meno burocrazia possibile.