Autore: Giacomo Mazzarella

Coronavirus

Fase 2 bar e ristoranti disastrosa! Dati terribili e gestori scoraggiati

Bar e ristoranti perdono il 70% dei clienti, e su ipotetica ripresa autunnale pochi ci credono.

Se per la prima settimana di riapertura di bar e ristoranti, un calo di clientela rispetto a inizio 2020 era preventivata, quello che emerge adesso è che adesso la seconda settimana non è certo migliore della prima. Tutto questo emerge da una indagine della Federazione Italiana Pubblici Esercenti di cui parla un articolo di «Huffington Post». Secondo lo studio della Fipe, male le riaperture e il futuro prossimo secondo gli esercenti rischia di confermare il negativo trend.

Riapertura bar e ristorantii: un calo del 70%

Ogni cento euro di incasso prima della pandemia, è stato eroso per 70 euro in queste prime settimane di riaperture. Lo dimostra una indagine della Fipe, con il vicedirettore Luciano Sbraga che sottolinea come: «Una vera ripartenza solo in autunno, sempre che non ci sia una seconda ondata. In quel caso, il colpo di grazia».

La prima settimana di riapertura per bar, ristoranti, pizzerie e pub è stata una tragedia e quella attuale non sta andando meglio. Lo spaccato del mondo delle attività ricettive che emerge dall’indagine di Fipe è terribile. E se, come si legge sul sito, i dati negativi della prima settimana si potevano prevedere, il dato allarmante è il trend non sembra cambiare.

Secondo molti esercenti, aspettarsi miglioramenti nell’immediato è esercizio azzardato. Probabilmente bar e ristoranti vuoti saranno una costante anche per i prossimi mesi. Probabilmente si dovrà attendere l’autunno per una inversione di rotta, sperando che non succeda quello che molti esperti temono, cioè in ritorno dei contagi dovuto alla stagione fredda.

Quindi, se tutto andrà bene, la vera ripartenza potrebbe arrivare solo per l’autunno, con una perdita gravissima per molte attività ricettive per le quali, notoriamente, l’estate è la stagione più proficua dal punto di vista degli incassi.

Esercenti, tra delusione e scoramento

Il blocco degli spostamenti tra Regioni, per non parlare delle frontiere chiuse altra Stati, hanno prodotto l’effetto che piazze e centri storici delle nostre stupende città e paesi, sono vuote di turisti. Anche il movimento prodotto dai lavoratori è limitato. Molti uffici fanno ancora lavorare in smart working e questo significa meno gente in giro. E poi ci sono gli effetti diretti di 70 giorni di lockdown.

Sembra che la quarantena imposta per limitare il contagio da coronavirus, abbia profondamente modificato le abitudini degli italiani, a partire dall’aspetto di svago che bar, pub, ristoranti e simili hanno sempre rappresentato. Senza considerare che in molti il Covid-19 continua a fare paura. E le parole dei virologi, i suggerimenti del governo ad evitare assembramenti, pur se comprensibili e assolutamente necessari, non aiutano la ripresa di queste attività.

Minori incassi e spese aumentate

Tra l’altro, per le sanificazioni, le nuove misure di sicurezza, l’adeguamento dei locali, il plexiglass e così via, i costi di gestione sono inevitabilmente saliti a fronte di un altrettanto inevitabile calo degli incassi. Lo slittamento delle tasse, come per esempio o contributi Inps posticipati a settembre, sono una pillola che addolcisce il momento, ma che sposta solo il periodo in cui si dovrà comunque pagare.

La Fipe ha sottoposto un campione di esercenti a questionario. Un questionario che oltre a far emergere il triste bilancio delle riaperture, ha messo in luce il cosiddetto «sentiment». Il 70% del campione che ha aderito al questionario, prevede che non ci saranno miglioramenti nei prossimi giorni e forse mesi.

Aspettarsi grandi cose per l’estate è assai difficile, perché le tavolate in pizzeria piuttosto che il bancone di un bar stracolmo per l’aperitivo, sono immagini che prima erano abitudine e che si potranno ricevere solo nella fase 3, che è quella dell’emergenza superata, che arriverà chissà tra quanto tempo.