Autore: Giacomo Mazzarella

Fase 2, bar e ristoranti adesso ci vuole il «bollino di garanzia». Cos’è e come si ottiene

La Regione Lazio pensa ad una certificazione che attesti la sicurezza dei locali di bar ristoranti, negozi e così via, naturalmente con la sanificazione.

Negozi, bar, pub, ristoranti e qualsiasi altra attività commerciale aperta al pubblico dovranno probabilmente dotarsi di un bollino di garanzia. Questo ciò che sta mettendo a punto la Regione Lazio, che quindi, pensa seriamente ad un bollino che certifichi la sicurezza per quelle attività che ripartiranno dopo il 18 maggio. Si tratta di strumento ideato dal presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti. Vediamo nello specifico di cosa si tratta e cosa devono fare i gestori di queste attività, probabilmente per poter riaprire.

Bollino di garanzia di bar e ristoranti, cos’è?

Come dicevamo l’iniziativa è partita da Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio della Capitale. Ma la sua proposta ha trovato subito l’adesione di Nicola Zingaretti, il Governatore della Regione Lazio. E deve essere proprio la Regione adesso a dare il via libera definitivo a questa novità. Una iniziativa che secondo il proponente, dovrebbe facilitare la ripresa delle attività, da 50 giorni più o meno chiuse a causa del coronavirus. Il motivo di questa iniziativa viene incontro anche a qualche dubbio che gli stessi ristoratori, baristi e negozianti hanno manifestato circa il futuro delle loro attività.

Non basterà difatti, riaprire le saracinesche per poter tornare a lavorare nella piena normalità. Come riporta il quotidiano romano “Il Messaggero”, la fase 2 non passa soltanto dal riaprire le saracinesche, ma dal convincere la clientela a spendere senza il timore di essere contagiati. Ed in questa ottica che si è pensato alla soluzione del bollino, cioè di un certificato che attesti che il locale e l’attività dove il cliente ha intenzione di entrare, sia perfettamente sano e senza pericoli.

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Una procedura piuttosto semplice

L’idea non sembra particolarmente difficile da realizzare. Infatti ai titolari di bar, negozi e ristoranti potrebbero dover presentare alla Camera di Commercio, una semplice autocertificazione in cui loro stessi dovranno indicare tutti gli interventi relativi alla cosiddetta messa in sicurezza dei locali. Quindi l’elenco delle sanificazioni, igienizzazioni, degli eventuali separè in plexiglass, delle modalità di conservazione delle merci che vendono al pubblico, delle procedure di sicurezza per il personale, dalle mascherine al gel per le mani o la misurazione della temperatura al personale.

Dovrebbe essere la Camera di Commercio ad avviare i controlli sulla veridicità delle autodichiarazioni. E solo dopo verifica, la stessa Camera di Commercio rilascerà al gestore dell’attività, un certificato. E sarà questo certificato, da appendere nella sede dell’attività, a garantire che quel determinato esercizio rispetta tutte le disposizioni igienico-sanitarie presenti nei protocolli nazionali e regionale.

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Ad ora sembra che il bollino non sarà obbligatorio, anche se appare probabile che tutti i commercianti interessati, soprattutto bar, caffetterie, ristoranti, pub e così via, faranno a gara per ottenere questa certificazione che potrebbe rappresentare elemento di appeal per la clientela. Ipotizzare inoltre che dalla Regione Lazio, questa iniziativa venga copiata in altre Regioni, appare una cosa abbastanza facile