Fare causa al datore di lavoro? come si chiede l’intervento del giudice del lavoro

Ogni Tribunale di ogni Provincia ha la sezione sul lavoro a cui rivolgersi per le controversie nate tra lavoratore e datore di lavoro.

Lavorare e subire sfruttamento da parte del datore di lavoro, chiunque esso sia, azienda, imprenditore, famiglia nel caso del lavoro domestico. Essere costretti a lavorare fuori orario, non retribuito a dovere, con parte dello stipendio elargito in nero, svolgendo mansioni non previste dal contratto o non rispondenti alle mansioni che l’assunzione prevede. Sottostare ad autentiche angherie con buste paga più alte dello stipendio effettivamente elargito o addirittura, mesi e mesi di stipendio non pagati.

Sono tutte fattispecie di problematiche con cui spesso i lavoratori, un po in tutti i settori, si trovano quotidianamente. Situazioni sempre più frequenti per via delle grave crisi economica, con datori di lavoro che cercano di risparmiare sul costo del lavoro e lavoratori che per paura di perdere il lavoro, difficilmente rimpiazzabile. Proprio per l’importanza che ricopre il lavoro nel senso in cui lo interpreta anche la nostra Costituzione, spesso c’è bisogno di ricorrere alle vie legali per dirimere le controversie.

Come si fa a rivolgersi al giudice del lavoro? in quali casi è possibile chiedere al giudice del lavoro un intervento? vediamo nello specifico chi è, cosa fa e come usarlo per le problematiche concernenti il lavoro subordinato. Le controversie individuali di lavoro, quindi, hanno un giudice specifico (la sezione lavoro dei tribunali civili) e ad esso ci si deve rivolgere per tutte quelle liti relative agli obblighi che derivano dal contratto di lavoro e che, nel rapporto di lavoro, trovano la loro origine. Nell’articolo che segue cercheremo di spiegare chi è, quando e come ricorrere al giudice del lavoro.

Giudice del Lavoro, chi è?

Le tipologie di problematiche che finiscono dinnanzi al tribunale del lavoro sono molteplici, ben oltre quelle di cui accennavamo in premessa. Ci sono anche situazioni di licenziamento, infortuni sul lavoro, mobbing e mansioni dequalificanti. Muovere una azione contro il datore di lavoro è possibile tramite il Giudice del Lavoro. Questo soggetto è quello canonico per risolvere problematiche nei rapporti di lavoro subordinato, che sono quelle non solo più numerose su cui è chiamato ad intervenire.

Questo Giudice si trova presso ogni tribunale civile italiano e per ricorrere a lui sarà necessario rivolgersi ad un legale perché occorre verificare se la richiesta del lavoratore trovi fondamento nelle norme sul lavoro, se trovi giustificazione dalle prove in mano al lavoratore e se quanto richiesto non sia caduto in prescrizione, cioè non sia scaduto e non più richiedibile. Prima di rivolgersi al Giudice competente territorialmente (come dicevamo, ogni Tribunale di ogni capoluogo di Provincia ha una sua sezione dedicata al lavoro con un Giudice del Lavoro all’interno), occorre tramite legale inviare una lettera al datore di lavoro con tutte le richieste del lavoratore, anche nei casi in cui si vuole impugnare il licenziamento.

Quando si arriva al Giudice

Tutta l’operazione è una autentica causa sul lavoro. Il primo passo è la presentazione del ricorso che dovrà contenere anche l’indicazione della sede del tribunale competente territorialmente, cioè il Tribunale di Milano-sezione lavoro piuttosto che quello di Bari, sempre sezione lavoro, tanto per fare alcuni esempi.
Nel ricorso vanno indicati i dati anagrafici del lavoratore che presenta istanza, compreso il domicilio. Occorre segnalare anche l’oggetto del ricorso, cioè il motivo per il quale si intende fare causa al datore di lavoro.

Poi si passa alla cosiddetta esposizione dei fatti indicando anche tutte le prove di cui si dispone. Una volta approntato il ricorso e dato mandato all’avvocato di procedere, l’atto sarà depositato presso la cancelleria del tribunale competente. Dopo tutto questo iter, la prassi prevede che il Giudice chiamato all’intervento stabilisca la data della prima udienza con comunicazione all’avvocato del lavoratore che poi sarà incaricato di segnalare ricorso e data dell’udienza al datore di lavoro contro cui si avvia azione.