Autore: Giacomo Mazzarella

Lavoro

Esonero contributivo o cassa integrazione, ecco le due strade di aiuto alle aziende

Il regime di aiuti per l’emergenza Covid è stato approvato dalla Ue e quindi è pienamente operativo, per le aziende, sgravio alternativo alla Cig

Una notizia attesa, anche se sembrava scontata vista la fase di emergenza globale, riguarda l’approvazione delle misure economiche anti Covid. Lo ha confermato l’Istituto Previdenziale con il messaggio 4254 del 13 novembre scorso. La Ue ha detto si a cassa integrazione e esonero contributivo, due misure alternative tra loro e pienamente in linea con la condizione critica del momento. La Ue ha detto si quindi anche all’esonero dal pagamento dei contributi per determinate aziende, ma a determinate condizioni.

Il messaggio Inps n° 4254 del 13 novembre

L’Inps sul suo portale ufficiale ha comunicato l’avvenuta approvazione da parte della Commissione Ue della misura relativa all’esonero contributivo per le aziende. Naturalmente parliamo di aziende che sono state escluse o che per loro scelta, non hanno sfruttato le altre misure di sostegno alle attività economiche come la cassa integrazione.

Infatti l’esonero dal versamento dei contributi è alternativo alla cassa integrazione. O una misura o l’altra, questo quello che si legge nel messaggio che l’Inps ha pubblicato sul suo portale ufficiale il giorno 13 novembre. Si tratta del messaggio numero 4254.

Le informazioni contenute nel nuovo messaggio non fanno altro che confermare e specificare tutte le informazioni che riguardavano l’esonero dal versamento dei contributi riportate sempre dall’Inps, nella circolare di settembre.

Sgravio contributivo, come fare?

I datori di lavoro per poter ottenere il beneficio dello sgravio, saranno chiamati a presentare domanda all’Inps. In pratica, i datori di lavoro interessati devono produrre necessariamente una istanza di attribuzione del codice indicativo relativo proprio alle aziende beneficiarie dello sgravio.

Una istanza che altro non è che una autocertificazione in cui il datore di lavoro deve dichiarare le eventuali ore di integrazione salariale fruite dai lavoratori nei mesi di maggio e giugno 2020 riguardanti la medesima matricola.

Sempre il datore di lavoro e sempre nella autocertificazione, dovranno anche indicare quale sarebbe stata la retribuzione globale delle ore di lavoro mancanti per i loro lavoratori. Tra i vari dati da indicare anche la contribuzione a carico del datore di lavoro e naturalmente l’importo dell’esonero.

Dal punto di vista del calcolo, l’Inps specifica che l’esonero è pari all’ammontare della contribuzione non versata per il doppio delle ore di integrazione salariale indicati nell’autocertificazione da parte del datore di lavoro, come sfruttate per i mesi di maggio e giugno dai dipendenti. Dall’esonero sono esclusi i Premi relativi agli infortuni, cioè i premi Inail.

L’Inps infine specifica che durante il periodo agevolato, cioè quello esonerato dal versamento dei contributi, il datore di lavoro non potrà chiedere nuovi periodi di integrazione salariale per i lavoratori che rientrano nello sgravio. Eventuali nuovi periodi di cassa integrazione potranno essere richiesti solo per altri lavoratori dipendenti che non sono stati ricompresi nello sgravio dei contributi. Le regole quindi sono chiare, come dicevamo in premessa. il datore di lavoro può scegliere se sfruttare la cassa integrazione o l’esonero dei contributi.