Autore: Giacomo Mazzarella

Coronavirus

Effetto Covid sulle carceri, in 5.000 escono con benefici

Aumentano pure nelle carceri i contagi e molti detenuti escono con benefici.

Non sono ancora focolai incontrollabili, ma ci sono già 350 persone contagiate dal Covid nelle nostre carceri. Positivi trovati sia tra i detenuti che tra gli agenti della Polizia Penitenziaria. E si corre ai ripari, svuotando le carceri, concedendo benefici a determinati detenuti. Non è uno svuota carceri, ma sono già 5.000 i detenuti che hanno ottenuto i benefici.

Casi in aumento anche nelle carceri, a casa chi ha pene lievi entro i 18 mesi

Benefici per chi ha una pena detentiva da scontare inferiore a 18 mesi e per chi è in semilibertà, questa linea di indirizzo dei provvedimenti anti Covid nelle nostre carceri. Per il momento sono esclusi da qualsiasi beneficio i detenuti che devono scontare pene per i reati più gravi.

Ben 350 persone sono risultate positive al Covid nelle carceri italiane. E se la curva dei contagi sembra salire incessantemente ovunque, non si esclude una impennata dei casi nelle carceri.

Una situazione attenzionata dal Consiglio dei Ministri. Ecco perché il governo ha deciso di intervenire prontamente, andando ad alleggerire il carico di detenuti nelle carceri, concedendo l’uscita o il non rientro a 5.000 detenuti.

I provvedimenti del Consiglio dei Ministri, benefici per i detenuti

Il primo provvedimento ha riguardato i detenuti in regime di semilibertà. Per 2.000 di questi, che hanno l’obbligo di rientrare la sera in carcere, scatta l’abrogazione del rientro obbligatorio. Decisione che si protrarrà fino a fine emergenza presumibilmente.

I condannati in regime di semilibertà potranno ottenere il beneficio della licenza per un periodo superiore al massimo previsto. Questo fino al prossimo 31 dicembre.
Una scelta dettata dalla necessità di salvaguardare sua l’interno delle carceri che l’esterno, dal momento che detenuti in semilibertà possono portare dentro il carcere il virus, così come possono esportarlo all’esterno

Altro provvedimento è il braccialetto elettronico al posto della detenzione in carcere. Beneficio questo, destinato a 3.000 detenuti che pertanto potranno restare ai domiciliari con l’obbligo di tenere il braccialetto elettronico.

Ma è un provvedimento destinato a detenuti per reati lievi, cioè a chi ha pene detentive non superiori ai 18 mesi.

L’operazione alleggerimento delle carceri riguarda quindi 5.000 detenuti, che rappresentano il 10% della popolazione carceraria oggi presente.

Le dichiarazioni del guardasigilli Alfonso Buonafede

Per fugare sul nascere qualsiasi polemica che inevitabilmente verrà causata da provvedimenti così importanti, il Ministro della Giustizia, Alfonso Buonafede ha dichiarato che questi provvedimenti non causeranno una fuoriuscita indiscriminata di detenuti.

Il beneficio infatti non verrà applicato ai condannati per mafia, terrorismo, voto di scambio, corruzione, violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia o stalking. In pratica, per tutti i reati più gravi, compresi i responsabili delle recenti rivolte nelle carceri, nessun beneficio. E nessuna possibilità di beneficio per chi risulta senza una residenza o un domicilio presso cui scontare il resto della pena detentiva, ai domiciliari.