E adesso decreto Salva Imprese: ecco le misure per le Partite Iva

E adesso decreto Salva Imprese: ecco le misure per le Partite Iva

Il decreto Ristori 5 potrebbe chiamarsi Salva Imprese per via di numerosi strumenti per gli autonomi.

Con una dotazione solo per Partite Iva, imprese e lavoratori autonomi in genere, da 20 miliardi di euro, il decreto Ristori 5 avrà un occhio di riguardo per il mondo del lavoro autonomo. Per questo sembra verrà chiamato decreto Salva Imprese.

Un nome eloquente che dice tutto circa l’orientamento che l’atto prenderà verso una parte importante del tessuto economico italiano e gravemente colpito dalla crisi economica derivante dal Covid.

Cosa c’è in serbo per il decreto Salva Imprese

Sarà quasi tutto votato a dare sostegno alle imprese il decreto Ristori 5, ribattezzato decreto Salva Imprese. Un decreto che punta a dare ossigeno a quelle imprese, quelle Partite Iva e quei lavoratori autonomi che hanno subito gli effetti peggiori della crisi economica per il coronavirus, tra lockdown e misure restrittive.

Dalle indiscrezioni che provengono da fonti vicine al dossier decreto Ristori atto finale (ne sono stati prodotti già quattro e il quinto dovrebbe essere quello conclusivo), si parla già di bonus lavoratori autonomi.

Un nuovo bonus da 1.000 euro per lavoratori autonomi e Partite Iva. Un nuovo indennizzo che si affiancherà però a tutta una serie di misure destinate alla categoria, compreso il cosiddetto anno bianco contributivo, con lo Stato che si farà carico dei contributi che avrebbero dovuto versare i lavoratori autonomi. Infatti da giorni si parla di questo anno bianco contributivo, cioè un esonero totale dei contributi da versare per le Partite Iva, come ha anticipato qualche tempo fa anche il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Naturalmente l’anno bianco non potrà riguardare l’intero universo delle Partite Iva, perché occorrerà aver subito un calo di fatturato importante. L’esonero totale chiamato anno bianco contributivo potrebbe riguardare le Partite Iva che hanno subito un calo di fatturato nell’ordine del 33% e che hanno un reddito fino alla soglia massima di 50.000e euro. Il calo di fatturato dovrebbe riguardare il periodo del lockdown rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il pacchetto di misure per le imprese e cosa contiene

Per i titolari di Partita Iva (deve risultare aperta da almeno 3 anni), purché con situazione dei versamenti in regola e con una perdita di almeno il 50% relativa ai redditi dell’ultimo anno rispetto a quelli del triennio precedente, potrebbe esserci il nuovo bonus una tantum da 1.000 euro.

Del decreto Ristori 5 ha parlato anche il Ministro Castelli con un posto su Facebook. Oltre alle misure per le imprese il decreto dovrebbe quasi sicuramente avere anche una nuova sanatoria (rottamazione) delle cartelle esattoriali. In materia cartelle l’idea è anche quella di posticiparle per chi è in difficoltà e di fare cassa su chi invece può pagarle, scontandole.

Tornando alle imprese e al mondo delle Partite Iva, potrebbero fare capolino dei nuovi contributi a fondo perduto. Aiuti che oltre al calo di ricavi e fatturato dovrebbero agire a maglie allargate, andando a coprire le aziende e le attività che hanno dovuto chiudere durante le recenti festività natalizie.