Autore: Giacomo Mazzarella

Governo

Divieto di licenziamento, cosa cambia con il decreto Ristori e cosa si prevede in futuro

Il blocco dei licenziamenti potrebbe estendersi anche a buona parte del 2021.

Una delle misure più importanti in materia lavoro dipendente ai tempi della pandemia da Coronavirus è senza dubbio il divieto di licenziamento. Una misura collegata alla cassa integrazione Covid, perché si è voluto dare aiuto al settore lavoro a 360 gradi, con la tutela del posto di lavoro per chi è alle dipendenze di aziende in inevitabile crisi per via dei lockdown e delle misure restrittive introdotte dai vari Dpcm di Giuseppe Conte.

Il divieto di licenziamento nasce proprio affinché i datori di lavoro non mettano alla porta i lavoratori nonostante le chiusure e le ristrettezze che hanno prodotto la crisi per moltissime aziende. Il Premier ha anche manifestato l’intenzione di proseguire per questa linea, allungando questo divieto. Ecco le ultime notizie in base a quello che trapela da fonti vicine a Palazzo Chigi.

Stop ai licenziamenti, come funziona?

A nome del governo, è stato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ad annunciare novità in materia stop ai licenziamenti. Il divieto di licenziare è in vigore attualmente e in base alla normative, è in vigore fino al 31 gennaio. Ma il premier sembra aver anticipato la volontà del suo esecutivo di estendere il divieto fino a fine marzo 2021.

La tutela dei lavoratori e la necessità di dare a questi lavoratori un segnale di sicurezza, sembra alla base di questa novità. In Italia la curva dei contagi torna ad essere pericolosissima, e il Dpcm del 24 ottobre sta a dimostrare che le misure restrittive potrebbero non finire qui. E con le nuove chiusure la crisi economica già pesante, rischia di diventare insostenibile.

Come riporta l’agenzia di stampa Adnkronos, che fa riferimento a fonti vicine ai sindacati, il Premier Conte avrebbe confermato la proroga del blocco dei licenziamenti.

“Proroga del blocco dei licenziamenti fino alla fine di marzo: affrontiamo la sfida della pandemia ma cercheremo di preservare i livelli occupazionali”, queste le parole inconfutabili che il Premier avrebbe detto durante il vertice che lo stesso Presidente del Consiglio avrebbe avuto con i vertici di Cgil, Cisl e Uil. Sicuramente un indirizzo dettato dagli stessi sindacati che come sempre hanno particolarmente a cuore la situazione dei lavoratori.

La posizione dei sindacati

Il decreto Ristori tra l’altro, ha già provveduto a portare la scadenza del blocco al 31 gennaio 2021 (la scadenza era al 31 dicembre 2020). Ma i prossimi mesi si preannunciano piuttosto complicati e proprio i sindacati qualche giorno fa avevano auspicato l’estensione di questa misura fino a primavera.

«Sarebbe assolutamente sbagliato in questo momento dare l’impressione che dal primo febbraio si possa licenziare, socialmente può diventare pericoloso», questo ciò che aveva detto per esempio, Annamaria Furlan, segretario nazionale Cisl. Posizione la sua e del suo sindacato che dovrebbe essere la medesima di tutte le altre sigle che compongono la triplice.