Divieto di licenziamento: cosa accadrà ad aprile quando cesserà lo stop? Le novità

Divieto di licenziamento: cosa accadrà ad aprile quando cesserà lo stop? Le novità

Fino ad aprile per l’emergenza Covid i datori di lavoro non potranno licenziare i loro dipenenti, lo ha deciso il governo, ma dopo?

La misura è di quelle più importanti in materia lavoro, tra le tante che ha varato il governo in questa fase di emergenza Covid. Parliamo del divieto di licenziamento, misura che il governo ha introdotto per evitare che la crisi economica delle aziende, alle prese con lockdown e restrizioni, ricadesse sui dipendenti.

È inevitabile pensare che una azienda in grave crisi, per risollevarsi decida di licenziare il proprio lavoratore dipendente. Questo vale a prescindere dai settori, ma è una cosa che si sta abbattendo pesantemente soprattutto sul settore dei pubblici esercizi. Prima i lockdown, poi gli ingressi contingentati e così via, hanno sicuramente messo in crisi bar, pub e ristoranti, e per evitare che le attività arrivassero a mandare a casa i lavoratori, oltre alla cassa integrazione il governo ha imposto lo stop ai licenziamenti. Ma per adesso lo stop vale fino ad aprile. Cosa accadrà dopo? Ecco a cosa sta pensando il governo adesso.

Stop ai licenziamenti, il piano del governo

Occorre una strategia, un piano dettagliato per evitare che come arrivi la fine del divieto di licenziare, i datori di lavoro inizino a mandare a casa i lavoratori. Ecco perché il governo, soprattutto i Ministri Catalfo e Gualtieri, rispettivamente per Ministero del Lavoro e Ministero dell’Economia e delle Finanze, stanno lavorando in ottica aprile 2020. L’ipotesi che sta prendendo piede è quella di allargare il contratto di espansione anche alle attività di media dimensione.

Il governo lavora su due piste, quella delle aziende, a cui dovrà continuare a garantire aiuti e sostegno economico e quella dei lavoratori, a cui andranno garantiti strumenti che rendano meno pesante l’uscita dal posto di lavoro.

Appare inevitabile che prima o poi i datori di lavoro dovranno tornare a poter licenziare i lavoratori in esubero, che per via della crisi però, rischiano di diventare tantissimi. Le aziende infatti presto avranno la necessità di alleggerire l’organico dipendenti, prima di tutto perché non ne avranno più bisogno, e poi perché non potranno sostenerne più i costi.

La cassa integrazione non può essere la soluzione

Una soluzione che in questi mesi ha trovato l’esecutivo è stata quella della cassa integrazione per Covid-19. Continuare con l’ammortizzatore sociale però, è solo uno spostare in avanti nel tempo il licenziamento. È naturale che la cassa integrazione ordinaria o straordinaria che sia, prima o poi sfocia nei licenziamenti.

La soluzione del contrato di espansione invece potrebbe trovare terreno fertile. Il cosiddetto contratto di espansione, che prevede che con accordo tra Ministero e parti sociali, le aziende che voglio ringiovanire l’organico possono mettere in prepensionamento i lavoratori più anziani. Una soluzione mirata anche per consentire alle aziende di avere un miglioramento professionale del proprio organico.

Questo nuovo, autentico ammortizzatore, è in vigore fino al 31 dicembre 2020, ma potrebbe essere prorogato come piano per detonare il pericolo dei licenziamenti di massa ad aprile. E se oggi è una misura destinata solo alle aziende con 1.000 o più dipendenti in organico, l’idea è quella di arrivare a rendere fruibile l’ammortizzatore anche ad aziende fino a 500 dipendenti.