Autore: Annarita Faggioni

Scuola

Distanziamento sociale scuola: caos per i presidi

Il distanziamento sociale deve essere statico o dinamico? Si tratta della richiesta che l’associazione nazionale presidi ha fatto al Miur

Distanziamento sociale scuola poco chiaro nelle classi. A dirlo sono i presidi italiani, che hanno ricevuto direttive da parte del ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e del comitato tecnico scientifico. Infatti, ancora non sono chiari i parametri per il distanziamento sociale tra i ragazzi e tra loro e i docenti.

Scartata immediatamente l’ipotesi del plexiglas, al momento si ci si riferisce a un metro di distanza tra un banco e l’altro. Questo non è sempre possibile. In più, non si sa come fare se i ragazzi si alzano, anche durante la ricreazione. Resta il fatto che per molti docenti resta difficile essere a 2 metri di distanza dagli studenti e garantire al tempo stesso la distanza un metro tra i ragazzi.

Distanziamento sociale scuola: le perplessità

A esprimere perplessità sul distanziamento sociale nelle classi è l’associazione nazionale dei presidi, che ha scritto una lettera al CTS. Infatti, i presidi chiedono come mantenere la distanza nei momenti dinamici, per esempio nei lavori di gruppo, nei corridoi o negli spazi comuni.

Se, infatti, la questione riguarda solo la distanza tra un banco e l’altro, la soluzione sembra più facile per i dirigenti scolastici italiani. Infatti, così molte più classi sarebbero agibili secondo le nuove direttive.

In più, ci sono anche difficoltà per quanto riguarda i tempi di risposta. Infatti, il ministero non potrà prendersi tutto il tempo che vuole, perché alcune scuole inizieranno già dai primi di settembre. Quindi, il tempo comincia a stringere per i dirigenti scolastici che devono organizzare il tutto.

Secondo una stima sui dati resi noti dal ministro Azzolina, mancherebbero circa 40 mila aule sul territorio nazionale per garantire il distanziamento sociale imposto della nuova normativa come regola anti contagio.

Con una distanza statica, ovvero basata solo sui ragazzi seduti al banco, le aule necessarie sarebbero molte meno. In più, gli insegnanti si dovrebbero preoccupare solo di mantenere la distanza in classe. Invece, chiedendo un distanziamento anche dinamico, gli insegnanti sarebbero responsabili anche quando i ragazzi passano per i corridoi o negli spazi comuni.

Questo potrebbe essere un problema, visto che il docente non può lasciare la classe per verificare se uno studente sta rispettando il distanziamento sociale nelle aree comuni della scuola. Si tratta di una responsabilità che meriterebbe più personale ATA, personale che, invece, secondo l’associazione dei presidi, si sta riducendo.

APPROFONDISCI: Scuola: ministro Azzolina chiede 80mila posti per insegnanti

Distanziamento sociale scuole: cosa dice il Miur

Una soluzione potrebbe essere l’utilizzo della mascherina, almeno per gli alunni più grandi. Infatti, scartata l’ipotesi di indossare la mascherina per tutto il tempo in cui ragazzi si trovano in classe, si pensa di far indossare loro la mascherina quando sono a una distanza ravvicinata. Quindi, mentre stanno parlando durante la ricreazione.

Nel frattempo, resta il problema dei banchi. Infatti, secondo stime della Sardegna, nella Regione mancherebbero i banchi singoli, quindi diecimila studenti in media potrebbero rischiare di non trovare il banco all’inizio dell’anno scolastico.