Autore: Luigi Crescentini

Disoccupazione

18
Giu

Disoccupazione in aumento post Covid, Gualtieri: «contratti a tempo più agevolati»

Dopo il lockdown il numero di occupanti si è ridotto notevolmente, il ministero dell’economia sta valutando un piano per favorire i contratti a termine

L’emergenza Covid non solo ha messo in ginocchio un intero Paese ma a risentirne delle conseguenze è stato inevitabilmente anche il mondo del lavoro. Anche se l’Italia è il Paese in cui prevalgono i piccoli contratti, o meglio i contratti a tempo determinato, si calcola che, a causa dell’impatto economico, ci sia stato un taglio del numero di lavoratori, soprattutto con contratto a termine. Secondo i dati Istat, prima del lockdown si contavano circa 3 milioni di occupanti alla fine dell’anno 2019 mentre ad aprile la cifra si è abbassata intorno ai 2,6 milioni.

Un numero che si avvicina ai 2,2 milioni di lavoratori a termine, calcolati prima della grande crisi del 2007. Di fronte a questa situazione l’esecutivo, nel decreto Rilancio, sta pensando di allentare i vincoli previsti nel decreto Dignità. Le imprese possono rinnovare un contratto a termine senza specificare la causale anche dopo i primi 12 mesi. Il decreto Dignità, opera del Movimento 5 Stelle, sarà rivisto momentaneamente, per far fronte ad un’altra emergenza che è quella della disoccupazione. Al ministero dell’Economia stanno valutando, appunto, l’idea di abolire le limitazioni introdotte dal decreto Dignità fino alla fine dell’anno.

«E’ evidente che non possiamo semplicemente limitarci a prorogare la cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti all’infinito senza un punto di arrivo. Utilizzare questi strumenti è stato giusto ma occorre cominciare ad affrontare le problematiche che non sono in grado di risolvere». Queste le parole dettate dal ministro dell’economia Roberto Gualtieri in un’intervista riportata su «Repubblica».

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Emergenza Covid e disoccupazione: il ministero dell’Economia e il Pd vogliono allentare i vincoli del decreto Dignità

Il problema principale è che le gravi conseguenze economiche dovute al lockdown non possono essere rimandate e gli ammortizzatori sociali introdotti dallo Stato per aiutare il Paese non solo hanno un costo elevatissimo ma non basteranno in quanto hanno una scadenza: ed ecco che serve un nuovo piano per fronteggiare l’impatto a lungo tempo.

Il ministero, dunque, sta studiando una proroga per limitare i licenziamenti oltre al termine del 17 agosto. «Stiamo verificando l’ipotesi di incentivi sul fronte contributivo alle assunzioni a tempo indeterminato, cercando anche di capire se introdurre alcuni di tipo diverso a riprendere a lavorare, magari collegati a dei vincoli di non licenziamento». spiega Gualtieri. In poche parole il governo sta valutando l’idea di prevedere degli sgravi fiscali per le imprese che riassumono i propri dipendenti ma a patto che concedano loro di lavorare per almeno un anno.

C’è da dire che questo provvedimento che verrà introdotto nel decreto rilancio trova delle opposizioni soprattutto da parte del M5s che teme possa essere una manovra per smontare il decreto Dignità, uno dei decreti per il quale i pentastellati si sono fortemente battuti. Ma il ministro dell’economia insieme al Pd è intenzionato ad andare dritto al suo obiettivo in quanto potrebbero esserci delle conseguenze irreparabili sull’occupazione ed è dunque, necessario intervenire in tempi immediati. Domani c’è già in programma un confronto nella maggioranza per cominciare ad affrontare il nodo politico sulla questione dell’occupazione.