Autore: B.A

Naspi

13
Feb

Disoccupazione Naspi, ecco i nuovi importi 2020

Pubblicati dall’Inps i nuovi importi relativi alla Naspi, l’indennità di disoccupazione per chi perde involontariamente il lavoro.

Come consuetudine l’Inps ha prima stabilito e poi pubblicato i nuovi importi relativi alla Naspi 2020, cioè alla indennità per disoccupati che l’Inps stessa eroga a soggetti che involontariamente perdono il lavoro. L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha pubblicato le tabelle con i nuovi importi massimi previsti per la Naspi. Sono gli importi che i neo beneficiari della indennità per disoccupati troveranno a partire dal primo gennaio 2020. Ecco tutte le novità che riguardano questo importante e popolare strumento di sostegno al reddito per chi ha perso il lavoro.

I nuovi importi

Dal 1 gennaio -2020, la Naspi mensile, che ripetiamo, viene erogata a richiesta da parte dell’Inps a chi perde involontariamente il lavoro, sarà pari a massimo 1.335,40 euro. Si tratta dell’importo massimo. Infatti il calcolo della Naspi è rimasto inalterato rispetto alle normali regole. L’indennità è calcolata in base allo stipendio medio utile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni prima del sopraggiunto stato di disoccupazione.

Se l’importo è inferiore o uguale a 1.227,55 euro, il sussidio di disoccupazione sarà pari al 75% di quell’importo ottenuto. Se l’importo supera 1.227,55 euro, la parte eccedente da diritto ad un’ulteriore 25% di questa eccedenza. In altri termini, al 75% di 1.227,55 euro, va aggiunto il 25% della parte che eccede i 1.227,55 euro. Ma come detto in precedenza, non si supera mai 1.335,40 euro.

La durata della Naspi

Anche la durata della Naspi si basa sul periodo di osservazione utile anche ai fini del calcolo. Importanti sono i 4 anni precedenti la data in cui si è perduto il proprio posto di lavoro. Si percepisce la Naspi per la metà delle settimane lavorate nei quattro anni che hanno preceduto la perdita del lavoro. Per ogni anno di lavoro spettano quindi 6 mesi di sussidio.

La durata e limporto della Naspi infatti vengono calcolati prendendo a riferimento i contributi previdenziali, comprensivi della quota disoccupazione versati durante il rapporto di lavoro subordinato, i contributi figurativi accreditati per maternità obbligatoria, quelli versati per astensione per le malattie dei figli fino a 8 anni di età, i periodi di congedo parentale indennizzati in costanza di rapporto di lavoro e i periodi di lavoro all’estero in Paesi comunitari o convenzionati con l’Italia.

La domanda per la Naspi decorre dall’ottavo giorno successivo alla data di licenziamento. Questo a condizione che la domanda venga presentata proprio entro l’ottavo giorno successivo all’evento della perdita del lavoro. Nel caso in cui la richiesta di indennizzo venga presentata in data successiva, la decorrenza della Naspi scatta dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda. Il termine massimo per presentare domanda è fissato in 68 giorni. Decorso tale termine, senza che l’interessato abbia presentato domanda, si perde il diritto a ricevere la Naspi.