Autore: Guido Michelini

Sussidi di disoccupazione - Disoccupazione

Dis-Coll: a quali collaboratori spetta la disoccupazione? Tutto quello che c’è da sapere

L’indennità di disoccupazione per i collaboratori, come funziona la Dis-Coll

Anche i titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa, i cosiddetti Co.Co.Co sono lavoratori tutelati dalle norme nel momento in cui perdono il posto di lavoro. Questi lavoratori infatti, pur se non rientrano nel perimetro di applicazione della Naspi, hanno la possibilità di richiedere la Dis-Coll.

Si tratta appunto, della indennità di disoccupazione che l’Inps eroga ai lavoratori titolari di questa particolare tipologia di contratto, ma non solo, perché come vedremo la Dis-Coll è destinata anche ad altri soggetti. Vediamo adesso di approfondire tutti gli aspetti di questo particolare ammortizzatore sociale.

Dis-Coll, chi sono i beneficiari

Dis-Coll è la sigla con cui si chiama comunemente la disoccupazione collaboratori, misura a tutela di lavoratori con contratto differente da quello di lavoratore dipendente. La prevede l’Inps che sul suo sito ufficiale recita testualmente che «l’indennità di disoccupazione mensile “DIS-COLL è una prestazione a sostegno dei collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, assegnisti di ricerca e dottorandi di ricerca con borsa di studio che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione».

Si tratta di quello che prevede l’articolo 15 del decreto legislativo n° 22 del 4 marzo 2015. Esclusi dalla indennità sono i collaboratori titolari di pensione, i titolari di partita IVA, i revisori di società e gli amministratori o sindaci.

Breve cronistoria della Dis-Coll

La Dis-Coll ha avuto i natali come dicevamo ne 2015 e fu introdotta in via sperimentale, salvi poi essere ripetutamente prorogata fino a divenire strutturale con l’articolo 7 della legge n° 81 del 22 maggio 2017, quella che nello specifico recava «Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato».

Nata in via esclusiva per i Co.Co.Co, la Dis-Coll, nelle varie proroghe che la hanno fatta poi diventare misura strutturale, ha esteso il perimetro di applicazione anche ai Co.Co.Pro, ai titolari di assegno di ricerca o ai dottorandi ed ha pure parzialmente modificato i requisiti di accesso rispetto a quanto originariamente previsto.

Requisiti per la Dis-Coll

Il primo requisito necessario per poter rientrare nella Dis-Coll è che la perdita del lavoro deve essere involontaria. Un requisito quindi del tutto identico a quello della Naspi. La perdita del lavoro quindi, anche per i Co.Co.Co, per gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borse di studio deve essere involontaria.

Per poter percepire la Dis-Coll inizialmente servivano almeno 3 mesi di contributi versati nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno precedente l’evento di cessazione del rapporto di lavoro alla data di effettiva perdita dello stesso posto di lavoro. Adesso invece, basta che nello stesso periodo risulti accreditato un solo mese di contribuzione.

Ricapitolando, possono beneficiare della indennità per i disoccupati cosiddetta Dis-Coll, coloro che rientrano nelle categorie prima descritte e che allo stesso tempo risultano iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata Inps, restano in stato di disoccupazione dopo aver perduto involontariamente il lavoro e che hanno almeno 1 mese di contribuzione nel periodo compreso tra il 1° gennaio dell’anno civile precedente l’evento di disoccupazione e l’evento stesso.

Guida alla durata della Dis-Coll

Dal punto di vista del calcolo la Dis-Coll è del tutto simile alla Naspi.
L’importo massimo della Dis-Coll è assoggettato ad adeguamento annuale all’aumento dell’indice dei prezzi al consumo e l’Inps ogni anno tramite circolare ufficiale rende pubblica la cifra.

In attesa che per il 2021 l’Inps fissi il nuovo limite, per l’anno 2020 l’indennità mensile Dis-Coll non può superare1.335,40 euro.La prestazione prevede decorrenza a partire dall’ottavo giorno successivo a quello a partire dal quale risulta essere cessato il rapporto di lavoro. Questo a condizione che la domanda di disoccupazione sia stata prodotta entro l’ottavo giorno. Se invece l’istanza viene presentata tardivamente l’indennità decorre dal primo giorno successivo a quello in cui si presenta la domanda. In linea generale la Dis-Coll può essere richiesta a pena perdita del diritto, entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Per via dell’emergenza Covid questo limite è stato posticipato e vedremo dopo le novità introdotte per via dell’emergenza epidemiologica.

Dal punto di vista del calcolo, la Dis-Coll viene erogata ogni mese, per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione che un lavoratore ha versato tra il 1° gennaio dell’anno precedente quello in cui è arrivata la fine del rapporto di lavoro e la data di perdita dell’occupazione. La durata massima della Dis-Coll è pari a 6 mesi.

Il calcolo della Dis-Coll

Anche per il calcolo della prestazione, il periodo di riferimento resta quello che va dal 1° gennaio dell’anno precedente alla data di perdita del rapporto di lavoro. Infatti, il calcolo della prestazione viene effettuato sulla base del reddito medio mensile del richiedente riferito a questo arco temporale.

La formula è abbastanza semplice perché basta sommare il reddito imponibile ai fini previdenziali di tutti i mesi di lavoro degli ultimi due anni, compreso naturalmente l’anno relativo alla cessazione del rapporto di lavoro, e dividerlo per i mesi di effettivo lavoro. La prestazione viene calcolata nella misura del 75% del reddito medio mensile del beneficiario. Per il 2020 la retribuzione da prendere a riferimento è quella di 1.227,55 euro.

In parole povere l’indennità è pari al 75% del reddito medio mensile del richiedente se tale importo è fino a 1.227,55 euro. Se i reddito mensile è superiore a questo importo, sempre considerando il limite massimo di Dis-Coll pari a 1.335,40, la prestazione è erogata in misura pari al 75% di 1.227,44 euro, con in più il 25% della differenza tra il reddito medio mensile e 1.227,55 euro.

Come per la Naspi anche per la Dis-Coll a partire dal quarto mese di fruizione del beneficio, la prestazione si riduce del 3% al mese.

Dis-Coll e lavoro, compatibilità

Nel caso in cui il beneficiario della Dis-Coll svolga una attività da lavoro autonomo o da lavoro dipendente, la Dis-Coll può essere comunque percepita, anche se in questo caso se ne riduce l’importo. Il limite reddituale è quello valido anche per la Naspi, e cioè 4.800 euro per lavoro autonomo e 8.000 euro per lavoro parasubordinato. , La Dis-Coll invece subisce una sospensione nel caso in cui il beneficiario trova lavoro e viene assunto con contratto di lavoro subordinato. Se questo contratto è di durata fino a un massimo di 5 giorni, la Dis-Coll viene sospesa per poi essere riattivata e fruita per il restante periodo eventualmente spettante.

Le novità causa Covid per la Dis-Coll

A causa dell’emergenza Coronavirus il Governo ha deciso di prorogare i termini entro cui poter inoltrare domanda di disoccupazione, sia per la Naspi che per la Dis-Coll. Inoltre, sempre a causa dell’emergenza epidemiologica, solo per chi ha perso il lavoro ed ha terminato di percepire la Dis-Coll tra l’inizio di maggio e la fine di giugno 2020, la prestazione è prolungata di due mesi, con importo identico a quello percpeito nell’ultimo rateo di Dis-Coll percepito. Una proroga decisa dopo il decreto Agosto, che ha ricalcato la precedente proroga, di ulteriori 2 mesi introdotta dal decreto Rilancio.

Non possono rientrare nella proroga tutti i lavoratori che sono rientrati in una qualsiasi delle altre misure emergenziali per il Covid che il governo ha varato nei suoi tre decreti emergenziali (Cura Italia, Rilancio, Agosto). Un’altra novità introdotta in questa fase emergenziale riguarda il collegamento della Dis-Coll con il lavoro agricolo. Per venire incontro alla scarsità di manodopera del settore, resa grave proprio dalle difficoltà di spostamento tra Stati a causa del Covid, il governo ha deciso di permettere ai titolari di Dis-Coll, di stipulare con datori di lavoro del settore agricolo, contratti a termine fino a 30 giorni e rinnovabili per altri 30 giorni, senza perdere l’indennità.

Per quanto concerne la scadenza della domanda di Dis-Coll la proroga concessa è pari a 60 giorni. In pratica, si passa da 68 giorni di tempo per presentare la domanda, a 128 giorni. La data a partire dalla quale scatta questo conto alla rovescia resta sempre quella di cessazione involontaria del rapporto lavorativo.

Domanda e erogazione della Dis-Coll, le regole

Come detto, la Dis-Coll è erogata mensilmente agli aventi diritto per un periodo massimo di 6 mesi (tranne che per la proroga straordinaria per Covid). L’ente erogatore è l’Inps che provvede ad accreditare la disoccupazione su Conto corrente bancario o postale, su libretto postale o tramite bonifico domiciliato presso Poste Italiane.

La prestazione è concessa a domanda e questa va fatta secondo i canonici metodi che permette l’Istituto Previdenziale. Per chi è in possesso di Pin dispositivo Inps, Spid, Cie o Cns, basterà collegarsi al sito istituzionale dell’Istituto e seguire la procedura telematica predisposta nell’area “My Inps” nella sezione “prestazioni e servizi”. Per chi non ha nessuna delle credenziali di accesso previste e prima citate, i Patronati sono a disposizione per garantire gratuitamente il servizio di compilazione e invio della domanda. Con la Dis-Coll come con la Naspi, è necessario sottoscrivere la Did.

SI tratta della dichiarazione di immediata disponibilità da sottoscrivere ai Centri per l’Impiego. Per le politiche attive del lavoro infatti, le indennità di disoccupazione Inps prevedo percorsi atti a ricollocare lavorativamente i disoccupati fruitori degli ammortizzatori sociali. La sola domanda di Dis-Coll comunque equivale a rendere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità e pertanto l’Inps comunicherà alla Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal) il nome del beneficiario che poi sarà inserito in un percorso personalizzato, finalizzato al reinserimento nel mercato del lavoro.