Autore: B.A

Pensione

Diritto alla pensione d’invalidità civile e all’accompagnamento, importi e regole

Quali sono i requisiti per ottenere le misure destinate agli invalidi e come si calcola l’importo delle indennità.

Pensione di invalidità civile, assegno di inabilità e indennità di accompagnamento sono le misure più diffuse che lo Stato offre ai soggetti con determinate patologie invalidanti che non permettono loro di svolgere le normali attività quotidiane o che riducono drasticamente la capacità lavorativa degli stessi. Ecco una guida approfondita su queste misure.

Inabilità e invalidità, cosa sono?

Spesso confuse tra loro, inabilità ed invalidità sono le due tipologie di condizione fisica di un individuo, atte a poter rientrare tra i soggetti beneficiari di questi aiuti che lo Stato prevede per loro. Quando si parla di invalidità civile ci si riferisce a quella condizione fisica che riduce sensibilmente la capacità lavorativa di un soggetto o che riduce drasticamente la capacità di svolgere le funzioni e i compiti propri dell’età.

L’inabilità invece è una condizione teoricamente meno grave, perché pur se la condizione fisica determina una riduzione della capacità lavorativa, non la azzera completamente, cioè lascia nel soggetto una residua capacità di lavorare. Una persona non autosufficiente invece è quella che non può, dato l’handicap di cui è affetto, svolgere gli atti quotidiani della vita senza assistenza di una terza persona.

Accompagnamento, importo e requisiti

L’indennità di accompagnamento spetta a soggetti che vengono riconosciuti invalidi civili al 100%, con gravi deficit fisici tali da non permettere loro di svolgere in autonomia le quotidiane attività della vita. Si tratta di soggetti con capacità lavorativa azzerata del tutto e che non sono più autosufficienti. L’indennità di accompagnamento è concessa a soggetti non autosufficienti, per i quali le Asl competenti hanno certificato tramite visita gestita da una commissione ad hoc, l’invalidità totale al 100%.

Naturalmente occorre rispettare altri requisiti specifici, come la cittadinanza italiana, la residenza in territorio italiano e all’assenza di ricoveri. Ricapitolando, come spiega bene l’Inps sul sito ufficiale, “l’indennità di accompagnamento è una prestazione economica, erogata a domanda, a favore degli invalidi civili totali a causa di minorazioni fisiche o psichiche per i quali è stata accertata l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore oppure l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita. Spetta ai cittadini per i quali è stata accertata la totale inabilità residenti in forma stabile in Italia, indipendentemente dal reddito personale annuo e dall’età. Il pagamento dell’indennità viene sospeso in caso di ricovero a totale carico dello Stato per un periodo superiore a 29 giorni. Per il 2020 l’importo dell’indennità è di 520,29 euro”.

Pensione di invalidità

Esistono poi la pensione per invalidi civili totali e l’assegno di assistenza per invalidi civili parziali, che sono misure identiche solo come importo. L’assegno di assistenza per invalidi parziali, o pensione di inabilità civile spetta in presenza di un’invalidità civile riconosciuta dal 74% al 99%. Le misure per invalidi a differenza dell’accompagnamento, prevedono limiti di reddito. La pensione d’invalidità civile, al contrario della pensione d’inabilità civile, richiede poi, lo stato di disoccupazione.

La pensione d’inabilità civile prevede un importo mensile pari a 286,81 euro. Da qualche giorno però la Corte Costituzionale ha sancito l’inadeguatezza di questo importo, che dovrebbe salire al cosiddetto milione. Per il diritto a ricevere la pensione di inabilità, il reddito personale non deve superare 16.982,49 euro annui.