Autore: Giacomo Mazzarella

Scuola

Didattica a distanza, ecco il contratto collettivo per i docenti

Regolarizzare come nome la Dad, adesso che sta prepotentemente tornando ad un uso massiccio.

La scuola e le lezioni nella scuola da inizio 2020 sono state tra le cose più stravolte dall’emergenza coronavirus. Dalla didattica in presenza si è passati alla didattica a distanza. Una forma di didattica a cui gli italiani si sono ormai familiarizzati. Ma si tratta pur sempre di una novità, una alternativa alla didattica in presenza. E come tutte le novità, anche questa necessitava di una disciplina soprattutto per gli insegnanti e per i loro contratti di lavoro.

Sottoscritto il contratto per la Dad

Il vuoto normativo riguardante la didattica a distanza è stato colmato. Lo ha annunciato il sindacato Anief che tra l’altro ha avuto un importante ruolo nel completare l’operazione. Si tratta del primo contratto sottoscritto da Anief.

Un contratto importante più che in passato proprio perché c’era da disciplinare la didattica a distanza. Insieme ad Anief ha firmato già il nuovo Ccnl anche la Cisl.

Adesso si attende la sottoscrizione delle altre sigle sindacali del comparto, che però molti danno per scontato. Tra l’altro le regole del comparto prevedono che per entrare in vigore basta l’ok del 50% della rappresentatività sindacale. In altri termini, un nuovo Ccnl pressoché ufficiale.

Dad, cosa cambia con il nuovo Ccnl?

Nel nuovo documento collettivo viene confermata la pausa di un’ora ogni due lezioni consecutive.

Da Anief si dicono soddisfatti di quanto scritto ma viene sottolineato che servono regole urgenti anche per il personale amministrativo. E inoltre bisogna estendere la Carta di 500 euro anche agli Ata e ai docenti precari.

Misure ed interventi questi che non sono stati inseriti nel nuovo Ccnl e che dovrebbero entrare nella legge di Bilancio. Nel contratto scompare la banca ad ore, cioè quel contenitore dove dovevano confluire le ore di lezione dei docenti in caso di impossibilità di erogare il servizio di didattica a distanza e quindi ore da recuperare entro la fine dell’anno scolastico in corso.

Una cosa questa che Anief ha contribuiti a togliere perché non esiste in nessun settore una cosa del genere, in cui sì carica sul lavoratore l’impossibilità di prestare le ore di lezione per motivi oggettivi e non imputabili al lavoratore stesso.

Ogni scuola sarà investita di una certa autonomia. Infatti potrà operare in autonomia, ad esempio riducendo di 5 o 10 minuti l’ora di lezione o come dicevamo, predisponendo una pausa di almeno un’ora ogni due ore di lezioni consecutive se ricadono nella stessa giornata lavorativa.

Autonomia anche degli organi collegiali, perché viene disposto testualmente che "la Didattica a distanza si svolge nel rispetto della libertà di insegnamento, delle competenze degli Organi collegiali e dell’autonomia progettuale e organizzativa dell’autonomia progettuale e organizzativa delle istituzioni scolastiche”. In pratica piena libertà alle singole realtà scolastiche, sempre nel rispetto delle linee guida predisposte dal contratto collettivo.