Autore: G.M

dichiarazione dei redditi - Datore di lavoro - Dipendente

10
Mag

Dichiarazioni dei redditi 2019 per colf e badanti, quando, come e perché si deve fare?

Entro determinati limiti reddituali anche la lavoratrice o il lavoratore domestico sono tenuti a presentare dichiarazione dei redditi

Anche la badante o la colf è tenuta a presentare dichiarazione dei redditi. Questo adempimento è obbligatorio a maggior ragione per queste tipologie di lavoratori perché il loro datore di lavoro, famiglia o soggetto bisognoso di assistenza, non ha la funzione del sostituto di imposta. Naturalmente anche per il lavoratore domestico esistono le esenzioni dalla presentazione come per gli altri lavoratori.

In linea generale la dichiarazione dei redditi con il modello 730 o con il modello Redditi PF va sempre presentata se il reddito dell’anno precedente a quello in cui la dichiarazione è dovuta (quest’anno l’anno di imposta è il 2018) supera 8.000 euro. Dal momento che la dichiarazione dei redditi è lo strumento con il quale oltre a pagare le tasse si possono recuperare i crediti di imposta derivanti dagli oneri detraibili o i bonus come quello di Renzi da 80 euro, nulla vieta al lavoratore di provvedere comunque a presentare dichiarazione anche avendo redditi inferiori ad 8.000 euro nel 2018.

Come si deve fare per presentare la dichiarazione?

Il modello 730 è già attivo, cioè è già possibili presentare dichiarazione con questo modello c he è il principale utilizzato dai lavoratori subordinati. Con il 730 si delega in generale, il datore di lavoro a provvedere ad effettuare tutti i conguagli sia a credito che a debito dell’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Per quanto dicevamo prima e cioè che il datore di lavoro del settore domestico non è tenuto a fungere da sostituto, se si sceglie comunque il 730 occorre spuntare la casella “senza sostituto” in modo tale che tutte le operazioni di conguaglio vengano fatte con l’Agenzia delle Entrate.

Il modello 730 scade l’8 o il 23 luglio. Il secondo modello utilizzabile è l’ex modello Unico, cioè il modello redditi PF. È il modello con il quale si calcola autonomamente l’Irpef a debito e quella a credito e scade il 30 settembre. Per presentare la dichiarazione occorre che il datore di lavoro rilasci la CU, quello che una volta si chiamava CUD che è il modello con il quale un datore di lavoro certifica i redditi corrisposti al lavoratore nell’anno precedente a quello in cui la CU (certificazione unica) viene rilasciata la lavoratore. Tale dichiarazione è un obbligo in capo al datore di lavoro che deve produrlo al lavoratore entro 30 giorni dalla scadenza delle dichiarazioni dei redditi.

Entrambi i modelli di dichiarazione possono essere presentati tramite Caf e commercialisti o in piena autonomia tramite le credenziali di accesso ai servizi telematici delle Pubbliche Amministrazioni. Tra l’altro anche per colf e badanti nel cassetto fiscale del contribuente, accessibile tramite password e pin, ci sono già le versioni precompilate delle dichiarazioni reddituali, con i redditi già preinseriti e con molte delle spese detraibili già caricate nelle dichiarazioni. Proprio le spese detraibili, insieme al recupero del bonus da 960 euro di Renzi sono le motivazioni che dovrebbero spingere questi lavoratori a presentare dichiarazione reddituale.

Infatti solo tramite queste dichiarazioni è possibile ottenere eventuali crediti di imposta per le spese mediche sostenute nel 2018, tanto per fare un esempio di spesa detraibile, o per recuperare il bonus da 80 euro al mese di Renzi che agli altri lavoratori con datore di lavoro sostituto di imposta, viene erogato mensilmente in busta paga.