Autore: Luigi Crescentini

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Decreto da 4 miliardi per sostenere le imprese in difficoltà: prevista indennità senza limiti di fatturato

Un sostegno economico nel nuovo decreto legge per sostenere tutte le attività che a causa delle restrizioni hanno dovuto subire la chiusura o delle limitazioni dell’orario di attività.

La situazione appare drammatica per le attività di ristorazione e per tutte quelle che dovranno provvedere alla chiusura o alla riduzione dell’orario di attività. Un’ordinanza durissima, quella prevista nel nuovo Dpcm, tuttavia il Governo sta già studiando un piano per stanziare aiuti economici alle imprese che, a causa delle restrizioni, si ritrovano nuovamente situazioni di difficoltà.

In previsione, nel nuovo decreto legge, ci saranno, dunque, dei sostegni economici indirizzati a tutte le aziende e alle attività che hanno subito delle limitazioni a causa delle disposizioni emesse dal nuovo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte. Le misure riguarderanno, in particolar modo, le attività che verranno temporaneamente chiuse e quelle che hanno ridotto o modificato l’orario di attività (disposizioni in vigore fino al 24 novembre).

Nuovo decreto Legge a sostegno delle imprese: ecco come funziona e chi ne avrà diritto

Un’importante novità che sarà prevista nel nuovo decreto legge è il riconoscimento di un sostegno senza limiti di fatturato, a differenza del precedente decreto Rilancio dove tale sostegno era riservato soltanto alle aziende con un fatturato annuale non superiore ai cinque milioni di euro.

Il nuovo decreto sarà, dunque, riservato ad attività come bar, ristoranti, pub, gelaterie, pasticcerie, cinema, teatri, sale da giochi, discoteche, piscine, palestre, piscine, centri benessere e impianti sciistici. Da considerare che l’operazione di ristoro a fondo perduto, con un costo di circa 1,2 miliardi di euro, sarà nuovamente gestita dall’Agenzia dell’entrate come aveva già precedentemente fatto con la gestione delle indennità previste nel decreto Rilancio.

Avendo già a disposizione la maggior parte dei dati delle aziende, le attività con fatturato fino a 5 milioni riceveranno l’indennizzo entro il mese di novembre, mentre tutte le altre grandi imprese, con fatturato superiore ai 5 milioni, lo riceveranno entro fine anno. Il ristoro sarà erogato direttamente sul conto corrente delle aziende e verrà calcolato sulla base del calo di fatturato.

Nuovo decreto legge da 4 miliardi, parla il viceministro dell’Economia: «Non ci sono problemi di risorse, non sarà necessario ricorrere al Mes»

Si stima che il prossimo decreto andrà ad aiutare circa 300/350mila imprese e con un sostegno maggiore rispetto a quello previsto nel Decreto Rilancio. Sicuramente sarà una spesa importante da sostenere per lo Stato e sorge anche qualche dubbio per quanto riguarda i fondi previsti per l’indennizzi. Basteranno?

A questo proposito, sono interessanti le considerazioni della viceministra all’Economia, Laura Castelli, in un’intervista rilasciata al quotidiano «Corriere della sera». L’esponente del M5S ha sottolineato che «non ci sono problemi di risorse. Intanto - ha spiegato la viceministra - facciamo arrivare sostegno economico a quelle filiere ed attività che registrano perdite e ne hanno effettivamente bisogno».

Il dubbio potrebbe sorgere anche in merito alla probabilità di richiedere un nuovo scostamento di bilancio oppure di ricorrere al Mes. A riguardo la viceministra dell’Economia ha risposto così: «Stiamo facendo una ricognizione sulle risorse inutilizzate. Nessuno si aspettava una pandemia di questo tipo. Sul Mes la posizione è chiara e credo abbia messo la parola fine il ministro Gualtieri, quando con onestà intellettuale, ha spiegato che l’unico argomento sono 300 milioni di potenziale risparmio. Ma se fossimo gli unici ad usarlo lo stigma potrebbe essere di gran lunga più dannoso».
Intanto il Consiglio dei ministri, in questi giorni, sta proprio discutendo in merito a ciò che rientrerà nel testo del nuovo Decreto che avrà un costo complessivo intorno ai 4- 4,5 miliardi di euro: un altro impegno per poter sostenere l’economia italiana messa in ginocchio dalla pandemia.