Decreto Sostegni: fondo perduto partite IVA, guida alla domanda e data arrivo

Decreto Sostegni: fondo perduto partite IVA, guida alla domanda e data arrivo

Con l’ok del Cdm al decreto Sostegno, via libera al fondo perduto per le Partite Iva.

Saranno 3 milioni di imprese e Partite Iva quelle a cui verranno destinate le risorse previste dal decreto Sostegno che ha avuto il via libera del governo ieri sera. Il provvedimento è definitivo e adesso si aspetta solo il via alle domande.

Infatti il decreto Sostegno ha confermato ciò che si era ipotizzato, cioè che gli interessati dovranno presentare domanda. Ma come funzionerà la misura, come si presenteranno le domande e quando arriveranno i soldi sono domande a cui serve dare una risposta.

Contributo a fondo perduto, come funziona?

Saranno quindi 3 milioni le imprese e le Partite Iva interessate dai tanti attesi contributi a fondo perduto previsti dal nuovo decreto del governo Draghi. «Contributo a fondo perduto per l’anno 2021», questo ciò che prevede il decreto Sostegno all’articolo n°1.

Ed è lo stesso articolo a disciplinare le modalità di accesso a questo contributo così tanto atteso da uno spaccato dell’Italia produttiva che più di altri hanno subito il colpo della crisi economica. Le modalità di accesso sono state di fatto replicate dal primo provvedimento di questo genere, quello varato dal governo Conte con il decreto Rilancio.

Infatti fu allora che si passò dai bonus una tantum previsti dal decreto Cura Italia a indennizzi a fondo perduto basati sulle perdite da un periodo all’altro per le attività beneficiare. E fu allora che imprese e Partite Iva furono chiamate a presentare domanda. Infatti i successivi provvedimenti, a partire dai decreti Agosto e Ristoro, produssero sempre contributi a fondo perduto per le imprese, ma erogati in automatico sulle precedenti domande per chi aveva già percepito in precedenza gli aiuti.

Soldi in arrivo dopo la seconda metà di aprile

Il decreto Sostegno ha stabilito che avranno diritto al contributo a fondo perduto le partite IVA che svolgono attività di impresa, o una professione. Nessun vincolo di codici Ateco. Anche le attività che producono reddito agrario rientrano. L’importante è che si tratti di aziende site nel territorio dello Stato italiano.

Per l’ammissione al beneficio occorre che l’azienda o l’attività abbia un fatturato inferiore a 10 milioni di euro nel 2019. Occorre aver subito un calo di fatturato tra 2019 e 2020 di almeno il 33%. Come anticipato già dalla nostra redazione, il fondo perduto sarà basato sul ristoro di una percentuale della perdita media mensile tra i due esercizi. Verrà erogato:

  • Il 60% per soggetti con ricavi e compensi non superiori a 100.000 euro;
  • Il 50% per soggetti con ricavi e compensi superiori a 100.000 euro e fino a 400.000 euro;
  • Il 40% per soggetti con ricavi e compensi superiori a 400.000 euro e fino a 1.000.000 euro;
  • Il 30% per soggetti con ricavi e compensi superiori a 1.000.000 euro e fino a 5.000.000 euro;
  • Il 20% per soggetti con ricavi e compensi superiori a 5.000.000 euro e fino a 10.000.000 euro.

Occorrerà presentare domanda e sarà l’Agenzia delle Entrate a produrre la procedura operativa atta alle richieste.
La Partita Iva, come stabilito dal decreto, in sede di presentazione della domanda potrà scegliere se ricevere l’aiuto sul conto corrente e quindi in danaro, o sotto forma di credito di imposta da utilizzare in compensazione sul Modello F24.