Autore: Giacomo Mazzarella

Cassa integrazione

Decreto Ristori 5: nuovo stop ai licenziamenti e nuova cassa integrazione? ecco le ultime

Con l’ok allo scostamento di bilancio nuove dotazioni per i settori più colpiti dalla crisi economica.

Professionisti senza Partita Iva, ci saranno anche loro tra i soggetti che verranno ristorati con il prossimo decreto emergenziale. È quanto emerge dalle ultime ipotesi sul nuovo decreto Ristori 5, con il quale si proverà ad aiutare anche coloro che fino ad oggi non ha ricevuto aiuti o ne hanno ricevuto in minima parte.

Lo scostamento di bilancio che il Parlamento ha ratificato nonostante le beghe della maggioranza ed una crisi di governo che è stata risolta, forse, solo sulla carta, di fatto da il via libera al nuovo decreto emergenziale.

Dopo il decreto Cura Italia, il decreto Rilancio, il decreto Agosto e già 4 decreti Ristori, adesso arriverà il quinto. E sarà sulla falsa riga dei precedenti, cioè un atto pieno di indennizzi, bonus e misure assistenziali.

Dal punto di vista dei lavoratori, due provvedimenti molto attesi restano la cassa integrazione e lo stop ai licenziamenti. Cosa accadrà adesso in vista del 31 marzo, quando sia la Cig con causale Covid 19 che il divieto di licenziare cesseranno?

Le ultime indicazioni per il decreto Ristori 5, continua il binomio Cig-divieto licenziamento

Nel nuovo decreto Ristori non potrà mancare un nuovo provvedimento riguardante la casa integrazione che verrà implementata di ulteriori 26 settimane.

Il terrore di ciò che potrebbe accadere al termine del blocco dei licenziamenti, con numerose imprese che sull’orlo della crisi potranno essere libere di licenziare, sta spingendo il governo verso la direzione di un ennesimo blocco selettivo dei licenziamenti.

Il blocco già attivo scade il 31 marzo e in base alle ultime indiscrezioni e ad alcune interpretazioni date alle ultime dichiarazioni del Ministro dell’Economia Gualtieri, si pensa a un nuovo stop, ma solo per i settori più colpiti dalla crisi e considerati più fragili. Il divieto di licenziare al momento riguarda il datore di lavoro che ha chiesto i benefici della cassa integrazione con causale Covid.

E proprio alla luce del collegamento tra ammortizzatore sociale e divieto di licenziare che lo stop ai licenziamenti scade il 31 marzo, stessa data di scadenza della cassa integrazione Covid. Ma quest’ultima come dicevamo dovrebbe essere prorogata inevitabilmente visto il perdurare dello stato di emergenza. E allora continuerà pure il divieto di licenziare.

Le ultime dichiarazioni di Gualtieri

Come dicevamo, le ipotesi su quanto verrà introdotto con il nuovo decreto Ristori 5 parlano di un prolungamento sia della cassa integrazione che del divieto di licenziare. Le modalità di quest’ultimo provvedimento però andranno chiarite meglio.

“Non c’è dubbio che alla luce della prosecuzione della pandemia occorra prorogare la disponibilità di uno strumento straordinario, di ammortizzatore. Occorre quindi rendere disponibile anche per i mesi successivi, se necessario, questo strumento.

Occorre anche introdurre una selettività rispetto alla necessità di alcuni settori più fragili e colpiti valutando la possibilità di prolungare ulteriormente il blocco dei licenziamenti“, così ha parlato Gualtieri, che di fatto conferma le cose che dicevamo.