Decreto Ristori 5, cambiamenti in arrivo con il nuovo governo Draghi?

Decreto Ristori 5, cambiamenti in arrivo con il nuovo governo Draghi?

Con il governo Draghi, potrebbero essere attuate delle modifiche all’interno del testo del decreto Ristori 5: ecco cosa potrebbe cambiare.

Dopo la crisi dell’esecutivo e la salita del nuovo Governo guidato da Mario Draghi, è necessario che venga ripreso e rivisto tutto ciò che è rimasto in sospeso. Ci si aspetta che il nuovo esecutivo inizi ad operare al più presto sulle diverse emergenze che riguardano attualmente il Paese e che si dividono su due fronti importanti: da un lato abbiamo l’emergenza sanitaria e sociale, dall’altra abbiamo quella economica che farà riprendere gli argomenti legati alle nuove riforme e al Recovery Fund. Uno dei provvedimenti più importanti rimasto bloccato dalla crisi di governo e che necessita quanto prima di essere attuato è quello del decreto Ristori 5.

Governo Draghi: potrebbero essere previste modifiche nel decreto Ristori 5

Il decreto Ristori 5 è una misura che prevede diversi aiuti economici destinati a quelle categorie di lavoratori maggiormente colpiti dalla crisi post Covid. E’ chiaro che il tema era già stato precedentemente affrontato dal governo Conte bis, ma a motivo della crisi, è rimasto tutto in sospeso.

Adesso si attende che il nuovo governo guidato dall’ex presidente della BCE provveda al più presto ad attuare le misure previste per dare sostegno alle imprese e ai lavoratori che hanno maggiormente risentito delle conseguenze della pandemia.

Per quanto riguarda il decreto Ristori 5 era già stato avviato, dal Parlamento, uno scostamento di bilancio pari a circa 32 miliardi di euro; tuttavia con il nuovo governo Draghi, nel provvedimento, potrebbe essere inserita qualche nuova modifica che cambierebbe il testo iniziale portato avanti dal governo Conte bis.

Si suppone che questi aiuti andranno soltanto alle categorie particolarmente colpiti dalla crisi, inoltre, in previsione, potrebbero essere previsti degli incentivi e non dei sussidi, come si supponeva.

Decreto Ristori 5: ecco cosa potrebbe prevedere

In particolar modo, il provvedimento dovrebbe prevedere dei contributi a fondo perduto per coloro che non sono in possesso di un codice Ateco, bonus da 1000 euro per chi ha la Partita Iva, per i lavoratori stagionali, autonomi e intermittenti.

Inoltre, per i lavoratori che possiedono la partita Iva a cui spetta il contributo da 1000 euro, sono previsti determinati requisiti, in particolare: devono essere in possesso di Partita Iva da almeno 3 anni; avere un reddito annuo inferiore ai 50 mila euro, con versamento regolare dei contributi, ed infine devono provare una perdita del fatturato di almeno il 33% nell’anno 2020 causata dell’emergenza pandemica.

Come viene spiegato dal portale di informazione di “Skytg24”, il sussidio dovrebbe spettare anche ai lavoratori autonomi privi di Partita Iva, che non usufruiscono di altre forme previdenziali obbligatorie ma alla Gestione separata con almeno un contributo mensile oppure titolari di contratti autonomi occasionali.

Oltre a queste varie misure previste all’interno del testo del decreto Ristori 5 sono previste anche diverse proroghe, quali: la proroga della Cig Covid, il blocco dei licenziamenti e la proroga della Naspi e del Rem. Inoltre nel Ristori 5 dovrebbe essere inclusa anche una sorta di tregua fiscale con rottamazione quater delle cartelle esattoriali e nuovo saldo e stralcio.