Autore: Costantino Ferrulli

Netflix

Dal 9 dicembre su Netflix “L’incredibile storia dell’Isola delle Rose”

Disponibile dal 9 dicembre in streaming, il film che narra l’incredibile vicenda dell’Isola delle Rose, lo Stato indipendente che l’ing. Giorgio Rosa ideò al largo delle coste riminesi

Arriva il 9 dicembre, sulla piattaforma di contenuti in streaming, Netflix , un film che, sembra tratti una storia inventata, e invece ripercorre un curioso episodio avvenuto in Italia alla fine degli anni 60.

Si tratta de L’incredibile storia dell’Isola delle Rose , diretto da Sydney Sibilia, con Elio Germano nelle vesti dell’ingegner Giorgio Rosa. Nel cast anche Fabrizio Bentivoglio e Luca Zingaretti.

Il film è ambientato nella primavera del 1968 e racconta la curiosa storia della piattaforma galleggiante artificiale, costruita al largo delle coste di Rimini, dall’ingegnere bolognese Giorgio Rosa e che fu proclamata stato indipendente. Una pagina ambigua, poco conosciuta, della storia italiana.

Lo Stato indipendente al largo di Rimini

Era il 1° maggio 1968, quando, terminata la sua costruzione, la piattaforma artificiale di circa 400 metri quadri, costruita nel mar Adriatico, a circa 11,6 km dalle coste di Rimini e 500 metri al di fuori delle acque territoriali italiane, fu auto proclamata dal suo fondatore, Stato indipendente con il nome ufficiale Repubblica Esperantista dell’Isola delle Rose.

L’isola delle Rose, si diede una lingua ufficiale, l’esperanto, aveva un proprio Capo di Stato, l’ing. Giorgio Rosa, si dotò di un Governo, una bandiera di colore arancione con il simbolo delle tre rose, un inno nazionale, Steuermann! Laß die Wacht!, una propria valuta, il Mill e anche dei francobolli.

Dopo la dichiarazione di indipendenza, fu avvertita la stampa, creando una notevole curiosità sull’isola, tanto da alimentare un grosso traffico marino verso la piattaforma.

Ne nacque un contenzioso con il Governo italiano, che prima ordinò un blocco navale e successivamente fece occupare l’isola dalle forze di polizia.

Dopo che nell’agosto del 1968 il Ministero della Marina Mercantile notificò l’ordine di demolizione della piattaforma, e dopo i vari ricorsi dell’ingegner Giorgio Rosa, il braccio di ferro si concluse nel febbraio del 1969 con la demolizione con esplosivi del manufatto, che si inabissò definitivamente il 26 febbraio 1969.