Autore: Giacomo Mazzarella

Coronavirus

Covid: lockdown totale o chiusura alle 21 in tutta Italia, queste le ipotesi

Oggi summit Governo-Regioni con il Premier che sembra non escludere la possibilità di un nuovo lockdown totale se i contagi continueranno a salire.

Ieri si è superata la soglia dei 16.000 nuovi positivi in 24 ore, con un numero di tamponi sempre rilevante (oltre 170.000), ma inferiore al giorno precedente, quando i contagi superarono i 15.000. La curva dei contagi continua a preoccupare tanto il governo che i governatori regionali.

Alcune Regioni hanno già decretato piccoli lockdown e coprifuoco a determinati orari. Il fatto che la situazione sia preoccupante è lampante, perché questi numeri dei nuovi positivi sono piuttosto evidenti in relazione alla curva dei contagi. E nella riunione odierna il Premier sicuramente affronterà il discorso sulle misure da prendere se la situazione continuerà in questo modo.

Naturalmente il ventaglio delle ipotesi è piuttosto risicato, perché non è che ci siano molte opzioni. Resta il fatto che oltre ai contagi, il numero dei ricoverati in terapia intensiva è quello che maggiormente preoccupa e che determinerà probabilmente le scelte del Premier su eventuali nuove draconiane misure.

In sette giorni si deciderà

La linea del governo sembra essere quella di monitorare la situazione per altri sette giorni e poi decidere in base alla curva dei contagi e al numero di terapie intensive che si vanno ad occupare per i malati Covid.

Se i dati peggioreranno, non è escluso un coprifuoco da estendere a tutta l’Italia, magari dalle 21 della sera, o addirittura un lockdown nazionale. L’ultima ipotesi è quella che nessuno vorrebbe prendere in considerazione, nemmeno Conte.

Le ricadute a livello economico sarebbero drammatiche, come per esempio ha ricordato il governatore della Regione Emilia Romagna che in caso di nuovo lockdown ha parlato di pandemia economica.

Effettivamente, imporre una nuova chiusura come quelle di marzo per attività produttive, commerciali e imprenditoriali già in crisi, potrebbe avere effetti terrificanti su queste attività, con ricadute oltre che economiche sulle aziende, anche in termini occupazionali e quindi sociali.

Sette giorni di attesa dunque, per verificare il da farsi, sempre naturalmente sentendo le varie realtà locali per vedere se l’emergenza può essere circoscritta a determinate aree, zone e luoghi, o se occorrerà estendere le misure restrittive a tutto lo Stivale.

Le misure del nuovo Dpcm potrebbero non bastare

Bar e esercizi pubblici solo con servizio al tavolo dalle 18, obbligo di adeguarsi alle nuove misure per palestre e piscine, mascherina sempre dove non c’è distanziamento, sale gioco chiuse dalle 21, sono queste le misure previste dal nuovo Dpcm del Presidente del Consiglio. Misure che se la curva salirà ancora, dovranno essere implementate perché evidentemente, non sufficienti.

Da indiscrezioni sembra che il Premier, insieme al suo Ministro della Salute, Roberto Speranza, abbia in serbo un mini lockdown di 15 giorni, un test per vedere di limitare la curva dei contagi, ma soprattutto per vedere di ridare ossigeno alle strutture sanitarie e decongestionare le terapie intensive che restano l’ago della bilancia del futuro prossimo.