Autore: Giacomo Mazzarella

Coronavirus

Covid e regole da mantenere: una per una le sanzioni per chi trasgredisce

Cosa si rischia a non rispettare le direttive di governo e Regioni in materia misure anti contagi? Ecco il vademecum.

Il nuovo Dpcm ha previsto alcune nuove regole per contrastare il divampare della seconda ondata di coronavirus in Italia ed ha confermato alcune già in vigore da mesi. Regole da rispettare in primo luogo per se stessi, ma anche per gli altri, perché il Premier lo ha detto chiaramente che siamo in una fase in cui occorre la massima attenzione ed il senso civico della popolazione probabilmente è la cosa che maggiormente può limitare la nuova diffusione del virus.

Rispettare le regole dovrebbe essere un dogma, ma per chi non lo fa sono previste sanzioni amministrative di un certo spessore.

Multe e sanzioni amministrative

Multe pesanti per chi trasgredisce, soprattutto per i recidivi e soprattutto per gli esercenti i locali pubblici. Questo in linea di massima ciò che prevede la parte sanzionatoria dell’ultimo Dpcm, ma anche dei precedenti. Una cosa che appare evidente è che il governo ha deciso di depenalizzare gli effetti di una violazione delle regole anti Covid.

Tutti ricordano che nei primi Dpcm, quelli in piena pandemia e in pieno lockdown, per i trasgressori delle regole di comportamento, dei divieti di spostamento e di distanziamento, c’erano anche dei risvolti penali.

Adesso si viaggia più che altro sul perimetro delle sanzioni amministrative, anche se il penale è rimasto per alcuni casi piuttosto radicali che entrano nella sfera dell’attentato alla salute pubblica (l’esempio di chi esce di casa se positivo oppure con la sola febbre oltre i 37,5 gradi).

Multe a partire da 400 euro e in aumento per i casi di recidiva

Per chi viola le disposizioni anti Covid sia che appartengano al governo e ai Dpcm del Premier Conte, che alle varie Regioni e alle loro ordinanze, la multa minima è di 400 euro.

Quando si parla di violazione delle disposizioni anti coronavirus ci riferiamo a chi non usa la mascherina dove prescritto, a chi non rispetta le regole sul distanziamento, a chi esce di casa con la febbre e a tutte le regole che riguardano tanto i gestori che i clienti di bar, ristoranti e pubblici esercizi in genere.

Come dicevamo, per chi mette a repentaglio la salute pubblica c’è pure l’arresto da 3 a 18 mesi, ma oltre a questa pena detentiva, c’è pure una pesante multa da 500 a 5.000 euro.

Se poi viene confermato il fatto che un positivo abbia contagiato un’altra persona a seguito del suo comportamento illecito, la pena detentiva sale fino a 5 anni o addirittura a 12 anni se il suo comportamento ha prodotto il decesso della persona da lui contagiato. Si chiama epidemia colposa il reato a cui si va incontro per un comportamento di questo genere.

Tornando alle multe per chi viola le regole prescritte, abbiamo una multa minima di 400 euro che diventano 800 se il trasgressore è recidivo. La multa massima prevista è di 3.000 euro.

Per entrare nel perimetro di queste sanzioni amministrative, basta non rispettare il divieto di assembramento in un luogo pubblico, non rispettare l’obbligo di utilizzo delle mascherine dove prescritto, non mantiene il distanziamento sociale (un metro o due metri se si svolge attività motoria), minimo di un metro.

Capitolo a parte i locali pubblici oggetto della chiusura alle 18 senza servizio ai tavoli e del divieto di consumazioni al banco dopo le 18. Multe per i clienti che violano queste regole, sempre tra i 400 ed i 3.000 euro, anche nel caso in cui si consumano merci da asporto in luoghi pubblici.

E multe anche per i gestori, soprattutto se non rispettano gli orari di apertura e di chiusura (05:00-24:00, ma in alcune Regioni coprifuoco anticipato anche alle 23). Oltre alle sanzioni prima citate, il gestore di un bar o di un ristorante, che non fa rispettare tutte le norme previste, tra cui i 6 clienti massimo allo stesso tavolo, rischia la chiusura dell’attività da 5 a 30 giorni.