Autore: Giacomo Mazzarella

Coronavirus

Covid: arrivano nuovi buoni spesa per le famiglie, ecco per chi e come

Si parla già del decreto Ristori ter e per le famiglie si apre alla possibilità di ricevere ancora nuovi buoni spesa.

Il Consiglio dei Ministri sembra abbia definito il testo del nuovo decreto emergenziale, il decreto Ristori tre. L’emergenza epidemiologica sta continuando ad imperversare e così il governo pensa a nuovi interventi, tra cui quelli a sostegno delle famiglie disagiate.

Tra i tanti punti anche una nuova tornata di buoni spesa, quelli che molte famiglie per esempio, hanno ricevuto a marzo e aprile, durante il lockdown della scorsa primavera. Nel decreto Ristori tre la dotazione per questa misura sembra sia da 400 milioni di euro-

Buoni spesa decreto Ristori, come funzionano

Rinnovare i buoni spesa, questo l’obbiettivo del governo nel decreto Ristori tre. Nuovi buoni spesa per le famiglie meno abbienti, quelle che maggiormente stanno subendo il contraccolpo della crisi economica del Covid.

Il decreto Ristori tre è stato approvato nella notte dal Consiglio dei Ministri e i buoni spesa quindi sembra ormai certo che rifaranno capolino, dopo essere stati introdotti nella prima ondata del Coronavirus. Aiuti a famiglie disagiate che gli enti locali, soprattutto i Comuni ritengono ottimali dopo che evidentemente, hanno funzionato bene nella scorsa primavera, quando la pandemia era appena arrivata.

Aiuti di questo genere sono molto importanti proprio perché passano dagli enti locali che sanno meglio intercettare i reali fabbisogni delle famiglie più i difficoltà

I buoni spesa del governo, quando arrivano?

Come detto, su spinta dei sindaci e con un approvazione trasversale in Parlamento, la misura dei buoni spesa è stata inserita nel decreto Ristori tre.

I buoni spesa una volta assegnati saranno da usare solo ed esclusivamente per l’acquisto di prodotti alimentari e di prima necessità. Anche dal punto di vista dei negozi dove sarà possibile spendere i buoni, il ruolo dei sindaci sarà determinante. Infatti saranno i Comuni ad indicare in quali esercizi commerciali tali buoni potranno essere consumati.

Sui buoni i Comuni hanno mano libera perché potranno anche optare per la consegna a domicilio della spesa ai loro concittadini più in difficoltà. Ogni amministrazione comunale quindi potrà decidere in maniera del tutto autonoma come erogare questi buoni, e anche come fare per le richieste. Tutto ciò che è stato visto nella prima fase della pandemia, con i lockdown e i buoni spesa di allora, si ripete adesso.

La misura quindi dovrebbe rivolgersi a famiglie e soggetti che non hanno ricevuto altri aiuti per il Covid, e che gravano in condizioni di disagio latenti. Anche per gli importi il taglio dovrebbe essere il medesimo dei precedenti, con un importo medio tra i 300 ed i 500 euro, calmierato sul numero dei componenti il nucleo familiare del richiedente.

I Comuni dovrebbero adoperarsi, una volta ricevuti i fondi, con il nuovo modello di domanda e con le nuove procedure operative, andando, anche in questo caso autonomamente, a stabilire eventuali requisiti che darebbero la priorità nell’accesso.

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