Autore: Stefano Calicchio

Ammortizzatori sociali - Coronavirus

Coronavirus, zona rossa estesa a tutta Italia: ecco le misure di aiuto per lavoro, imprese e famiglie

Il Premier Conte annuncia un nuovo decreto con il quale si estende la zona rossa in tutta Italia. Sarà possibile spostarsi solo per lavoro o per comprovati motivi di salute. Allo studio aiuti per lavoratori, famiglie e attività economiche.

A partire da oggi martedì 10 marzo e fino al prossimo 3 aprile le misure straordinarie di contenimento previste per l’emergenza Coronavirus in Lombardia ed in altre 14 province vengono estese a tutto il territorio italiano. Si tratta della posizione espressa dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante una conferenza stampa tenutasi nella serata di ieri, con la quale si è alzato ulteriormente il livello delle azioni messe in campo per contrastare la diffusione del virus.

Nella pratica, le misure varate dal governo hanno forti implicazioni per la mobilità delle persone e per le attività economiche del Paese. Un punto sul quale il Premier ha offerto motivazioni pratiche, perché “non c’è più tempo” e risulta indispensabile “rinunciare tutti a qualcosa per tutelare la salute dei cittadini. Oggi è il momento della responsabilità e non possiamo abbassare la guardia”.

Ecco quali sono le nuove regole da rispettare in tutta Italia

Le regole indicate all’interno del precedente decreto in Lombardia prevedono la necessità di avere una giustificata motivazione per spostarsi da un Comune all’altro. Quest’ultima dovrà essere indicata all’interno di un’autocertificazione, nella quale si spiega il motivo del proprio spostamento.

Chi non può scaricare il modulo può copiare il testo su un foglio, mentre coloro che hanno un impegno che li costringe a spostamenti fissi lo possono indicare all’interno di un solo modello. Nel caso in cui si venga fermati ad un controllo, è possibile rilasciare una dichiarazione che verrà conservata dalle forze dell’ordine al fine di effettuare possibili successive verifiche.

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Le motivazioni per le quali è possibile uscire di casa

Secondo quanto previsto nel decreto governativo, resta quindi possibile uscire di casa al fine di assolvere ai propri doveri lavorativi. In alternativa vale la giustificazione utile anche per motivi sanitari o per comprare cibo. Resta infatti possibile uscire per recarsi a fare la spesa, visto che non risulta prevista la chiusura dei negozi di generi alimentari.

In questo senso, risulta non necessario correre a fare scorte di generi alimentari o altri beni di prima necessità, che potranno essere sempre acquistati nei prossimi giorni visto che verrà garantito il regolare approvvigionamento delle attività commerciali. Bar e ristoranti resteranno aperti durante il giorno (a patto di far mantenere l’obbligo di distanza di un metro tra una persona e l’altra), ma dovranno chiudere dopo le 18.

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Il rilancio dello smart working e le misure allo studio per aiutare imprese e famiglie

Dal punto di vista lavorativo il tentativo del governo è stato quindi quello di trovare una mediazione tra le inderogabili esigenze di contenimento del Coronavirus e la necessità di mantenere in funzione la macchina economica del Paese, sebbene ad un comprensibile regime più basso. Da qui si spiega il massiccio ricorso allo smart working per quelle attività che possono essere svolte anche a distanza, oltre al permesso di spostamento per coloro che inevitabilmente devono uscire al di fuori dell’abitazione per svolgere il proprio compito.

Tra i provvedimenti allo studio per sostenere le famiglie il governo sta pensando anche alla possibilità di consentire un congedo parentale con il pagamento di almeno il 30% della busta paga per assolvere ai lavori di cura dei figli, vista la chiusura delle scuole. In arrivo dovrebbe esserci inoltre un voucher per pagare la babysitter da 600 euro al mese.

Infine, l’esecutivo avrebbe allo anche una moratoria sui prestiti alle imprese e alle famiglie, che dovrebbe prevedere una garanzia pubblica sia sulla parte capitale ce di interessi. Il provvedimento applicherebbe la sospensione delle rate, mentre per i lavoratori autonomi c’è in preparazione una moratoria riguardo tasse e contributi.