Autore: Stefano Calicchio

Dipendenti pubblici - Smart working

4
Mar 2020

Coronavirus, per la pubblica amministrazione lo smart working diventa obbligatorio

Con una nuova circolare il Ministero decreta il passaggio dalla sperimentazione all’obbligo dello smart working per via della diffusione del Coronavirus.

La riorganizzazione interna delle pubbliche amministrazioni passa da una circolare della Ministra della PA Fabiana Dadone, con la quale si dà il via libera all’obbligatorietà dello smart working. Quest’ultimo era indicato in precedenza come un’opzione su base volontaria e di fatto un suggerimento, ma ora diventa in molti casi l’unico percorso possibile.

All’interno della circolare si fa esplicito riferimento all’accesso condiviso delle informazioni per i dipendenti tramite l’impiego di una piattaforma cloud, oltre che agli strumenti software pensati per condividere i documenti. Si suggerisce inoltre il ricorso alle videoconferenze ed alle altre modalità di svolgimento flessibile delle attività di lavoro, invitando i lavoratori a fare ricorso ai propri computer disponibili in casa.

TI POTREBBE INTERESSARE: Pensioni, le proteste francesi contro la riforma e le rivendicazioni del CODS per l’alfabetizzazione sociale

Smart working, nella PA si ripensano le procedure interne

Per dare attuazione a quanto appena evidenziato, all’interno della pubblica amministrazione si avvierà un ripensamento delle procedure interne, con l’obiettivo di applicare le nuove direttive ministeriali. L’invito è rivolto soprattutto a quelle amministrazioni che risultano ancora indietro sulla questione, non avendo di fatto adottato delle misure utili a far decollare lo smart working.

In questo senso, per molti uffici pubblici si rende obbligatorio eliminare quei vincoli che in precedenza non rendevano possibile ai propri dipendenti lavorare da casa. L’obiettivo resta sempre quello di conciliare l’attività lavorativa con l’emergenza Coronavirus, anche considerando che al momento non è dato sapere quando la situazione potrà tornare alla completa normalità.

A conferma della necessità di avviare al più presto lo smart working in tutte le amministrazioni pubbliche, nelle nuove indicazioni in arrivo dal Ministero sono previste anche delle sanzioni pensate in modo specifico per i dirigenti che non si adegueranno alle nuove regole ministeriali. In tal senso, in caso di inadempienza si prevedono delle valutazioni negative che avrebbero l’effetto di colpire le buste paga dei decisori pubblici, andando ad incidere sulle parti legate ai premi di risultato.

TI POTREBBE INTERESSARE: L’Italia sul podio europeo della disoccupazione, terzo Paese dopo Grecia e Spagna