Autore: Stefano Calicchio

Lavoro - Smart working

9
Mar

Coronavirus, fino al 3/04 c’è il rischio di ferie o congedi obbligatori

A coloro che lavorano nelle zone rosse (Lombardia ed altri 14 province) può essere chiesto di fare ricorso a ferie o congedi obbligatori. Ecco tutte le informazioni da conoscere al riguardo.

Con l’arrivo del recente decreto contenente un pacchetto di misure particolarmente severe per la cosiddetta zona rossa emerge anche il rischio di veder avanzare dai datori di lavoro richieste di ferie forzate verso i propri lavoratori dipendenti. Il punto si collega in particolare alla raccomandazione rivolta indistintamente ai settori privati e pubblici, con la quale si promuove “durante il periodo di efficacia del decreto la fruizione dei periodi di congedo ordinari e di ferie”.

In pratica, per molti il decreto potrebbe trasformarsi in un ricorso all’utilizzo delle ferie. Quest’ultime nel caso peggiore potrebbero arrivare a quattro settimane, cioè all’intero monte disponibile nel corso dell’anno. D’altra parte, tutte le misure suggerite dall’esecutivo puntano a scoraggiare la mobilità delle persone e l’assembramento, nonché l’ingresso e l’uscita dalle zone rosse.

Tra queste ultime ricordiamo che rientrano l’intera Lombardia oltre alle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, asti, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia.

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L’alternativa dello smart working e l’estensione della modalità di lavoro in tutta Italia

Nel frattempo continua a svilupparsi il ricorso allo smart working, che al momento rappresenta in molti casi l’unica vera alternativa per coloro che si trovano al centro delle zone più colpite dall’emergenza Coronavirus. Grazie ai recenti interventi governativi il lavoro a distanza può essere attivato anche senza il raggiungimento di un accordo individuale su tutto il territorio italiano (e fino al prossimo 31 luglio), come invece era obbligatorio prima dello scoppio della crisi sanitaria.

Per attuare il lavoro agile è possibile svolgere le mansioni richieste sia dalla propria abitazione che da una sede alternativa a quella principale. Il ricorso al nuovo sistema di lavoro si è sviluppato velocemente con il crescere della potenziale emergenza sanitaria, anche se per ovvi motivi si tratta di una modalità di impiego particolarmente valida per alcuni settori specifici e meno praticabile per altri. Si pensi a comparti come quello delle pulizie o della ristorazione.

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