Autore: Giacomo Mazzarella

Coronavirus e fase 2: il tuo lavoro è pericoloso? Apri dopo! ecco l’indice

Gli esperti hanno stilato una specie di graduatoria in base alla presunta pericolosità della professione svolta.

Una delle cose più attese da parte degli italiani sono le riaperture delle varie attività chiuse per il lockdown. Attesa sia da parte degli utenti, che naturalmente dai titolari delle attività che sono chiuse e non producono reddito. Ma il governo ha già stabilito che le aperture saranno scaglionate, per mantenere la sicurezza e per contenere il rischio di contagio che è ancora molto alto.

Non si potrà aprire tutto e subito, bisognerà ancora prestare attenzione e pazienza, questo l’indirizzo del governo che sta per avviare la fase 2. Per predisporla è stata instaurata anche una commissione si tecnici, un comitato che avrà il compito di traghettare il Paese dalla fase di restrizione rigida alla fase più morbida, fino ad un ipotetico ritorno alla normalità. E questo comitato di tecnici ha prodotto una specie di graduatoria con la quale sono state differenziate le varie attività lavorative, in base ad un ipotetico indice di pericolosità, naturalmente collegato alle problematiche del coronavirus.

Esperti al lavoro per la riapertura

Il comitato tecnico quindi ha prodotto una graduatoria delle attività in base al rischio che ogni singola attività ha per il contagio da coronavirus. Una graduatoria che è molto molto importante, perché di fatto, anche senza sicurezza alcuna, questo elenco segnerà probabilmente l’ordine di apertura delle attività. Naturalmente meno alto è l’indice di pericolosità, prima il governo potrà decidere di riaprire una attività commerciale o professionale. Il decreto sulle limitazioni, che scadeva il 13 aprile, è stato prorogato fino al 3 maggio.

Il 14 aprile però, librerie, negozi di abbigliamento per bambini e qualche altra attività sono state fatte riaprire. Per il resto, ancora tutto chiuso. Ipotizzare una riapertura totale dal 4 maggio, è esercizio azzardato. Il Comitato tecnico scientifico della Protezione civile ha provveduto a emanare la graduatoria con gli indici di pericolosità, ed è un lavoro fatto utilizzando i dati Inail e alcuni modelli matematici. In buona sostanza, tutto scientificamente valutato, in base alla possibilità che una determinata attività lavorativa possa causare un contagio più facilitato rispetto ad un’altra.

Ecco la classifica dei lavori più o meno pericolosi

I lavori più pericolosi e che probabilmente segneranno una riapertura più ritardata sono quelli dove il contatto fisico tra lavoratori o tra lavoratori e avventori , o la possibilità di assembramento può essere maggiore. I più pericolosi sono:

  • Scuole
  • Parrucchieri ed estetisti
  • Ristoranti e bar
  • Dentisti
  • Palestre
  • Discoteche

Sempre in base all’indice di pericolosità studiato dai tecnici, e sempre rispettando tutta una serie di prescrizioni e misure di sicurezza, sono attività di rischio medio:

  • Le fabbriche
  • Gli uffici
  • I negozi
    Infine, come indice basso di pericolosità, che probabilmente segnerà le attività che hanno qualche chance di poter essere riaperte già il 4 maggio ci sono:
  • Agricoltura
  • Assicurazioni
  • Notai
  • Avvocati
  • Commercialisti
  • Falegnamerie
  • Attività immobiliari
  • Artigiani per riparazioni domestiche